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Parco Falcone e Borsellino: i residenti puntano anche alla manutenzione del verde

I residenti della Montagnola che già provvedono alla pulizia del parco, stanno raccogliendo i fondi per comprare un tosaerba. "Non vogliamo sostituirci al Comune, ma non vogliamo neppure che finisca in mano ai privati"

L’area verde che alla Montagnola è stata dedicata ai giudici assassinati dalla mafia, è tra le più pulite del Municipio VIII. Merito di un gruppo di residenti. E’ a loro che si deve infatti la manutenzione del parco Falcone e Borsellino. Anzi, a dirla tutta, è per merito degli stessi residenti che il parco esiste.

LA STORIA DEL PARCO - “Qui ci volevano realizzare la nuova fiera di Roma, che poi è stata spostata a Fiumicino. Ci siamo opposti. Abbiamo contrastato anche l’operazione che voleva vi venisse realizzato un punto verde ristoro, che di fatto avrebbe trasformato l'area in un chiosco con un enorme parcheggio – spiega Manolo Palazzotti un residente che ha seguito in prima persona tutta l’evoluzione dell’area verde  – anche l’intitolazione è merito dei residenti. Dopo l’omicidio dei due giudici abbiamo scritto al Municipio annunciando che avremmo messo la targa. E per una volta il Municipio ci ha seguito”.

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L'ATTIVISMO DEI CITTADINI - La storia del parco è quindi intrecciata all’attivismo dei residenti. “Il comune da anni non ci spende nulla, non interviene sulla recinzione che va sostituita ha eliminato il servizio di chiusura lasciando aperto il parco la notte in preda a vandali e sbandati. E nonostante questo – osserva Manolo – il parco è ancora più frequentato di prima. Ce ne occupiamo noi. Con le torte fatte dalle mamme finanziamo l’acquisto degli arredi. Adesso ci siamo messi in testa di tagliare anche l’erba e per questo abbiamo iniziato una campagna di raccolta fondi su piattaforma ‘buonacausa.org’. Non vogliamo però sostituirci al comune – conclude il cittadino – tuttavia non vogliamo neppure cedere alle lusinghe dei privati. Il parco è pubblico e tale deve restare”. Perchè quest'obiettivo duri nel tempo, occorre però  garantirne anche lo sfalcio. Motivo per cui questi residenti hanno attivato la raccolta fondi. “Servono 500 euro - annuncia Manolo - ma siamo convinti che anche stavolta ce la faremo”.
 

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