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Occupato l’ex deposito Atac di San Paolo: “Non sarà uno sgombero a fermarci”

Il movimento NeetBloc torna alla carica, occupando l'ex deposito di via Alessandro Severo. "Siamo gli invisibili. Se fino ad oggi avete creduto che saremmo rimasti in silenzio, adesso avete la certezza del contrario"

Emergenza abitativa. Disoccupazione e precariato giovanile. Disagi profondi vissuti da una quota sempre più consistente della popolazione romana, che sta cercando di uscire allo scoperto. E’ il movimento dei NeetBloc. Ed nel primo pomeriggio di mercoledì è tornato all’azione, occupando l’ex deposito Atac di via Alessandro Severo a San Paolo.

L'OCCUPAZIONE E GLI ARRESTI - “Lo avevamo annunciato a gran voce: non sarebbe stato uno sgombero a fermarci! Ed è così che oggi NeetBloc riprende casa nel quartiere di San paolo, all'interno dell'Ex Deposito Atac Ninci in Via Alessandro Severo! Dopo l'occupazione e lo sgombero di Via del Commercio del 7 aprile scorso, dopo l'approvazione degli infami decreti sulla casa e sul lavoro (decreto Lupi e JobsAct) e dopo il vile arresto di Paolo prelevato in pubblica piazza difronte agli occhi di compagni e giornalisti, e Luca, trasferiti ancora una volta agli arresti domiciliari – leggiamo in un comunicato - per non essersi intimoriti difronte alla repressione messa in atto, oggi diamo una risposta netta e reale, attraverso l'apertura di nuovo spazio pubblico, rispedendo al mittente ogni tentativo di criminalizzazione”.

L'ESPERIENZA DELL'ALEXIS - La genesi di questo movimento, risale alla primavera scorsa. “ Più di un anno fa abbiamo occupato l'Ex Acea di via Ostiense , dando vita al progetto di Alexis e recuperando, mattone su mattone, giorno dopo giorno, uno stabile abbandonato, come nessun costruttore mafioso potrebbe mai fare . Oggi – leggiamo ancora nella nota -  siamo sempre di più ed apriamo un nuovo spazio abitativo che ha l'ambizione di essere un punto di riferimento per precari e neet capace di aprire uno squarcio in un dibattito pubblico sempre più sterile”.

LA DISUGUAGLIANZA SOCIALE - Il manifesto dei Neetbloc è tutto nel passaggio successivo della nota, consegnata alla stampa. “Siamo gli invisibili, quelli che non rientrano nelle statistiche ufficiali e che non possono accedere ad alcun ammortizzatore sociale; ci chiamano neet e secondo l'informazione ufficiale siamo quelli che non studiano, non lavorano, non partecipano a percorsi formativi e sono mantenuti dai loro genitori. Ma sulla figura del fannullone spaparanzato sul divano e dell'inetto felice, media e politici costruiscono una favola che non ci appartiene. Sul feticcio della disoccupazione giovanile, da loro stessi creata, e sulla figura del neet, la governance neoliberista costruisce proprio quelle politiche che acuiscono la distanza tra chi vive di grandi profitti e chi di miseria sociale. In questo quadro rientrano la youth guarantee, il job act renziano e il nuovo piano casa targato Lupi”.

EMERGENZA ABITATIVA E SGOMBERI - Fannulloni, choosy, mammoni. Categorie, meglio, etichette spesso ascoltate in questi anni. Che poco o nulla hanno a che vedere con la descrizione di un fenomeno complesso e, nella Capitale, profondamente radicato.  “Noi decidiamo di cominciare a distruggere questa narrazione tossica. Se fino ad oggi avete creduto che saremmo rimasti in silenzio, adesso potete avere la certezza del contrario. Se credevate che l'emergenza abitativa e il disagio che oggi vivono migliaia di giovani, precari, disoccupati e neet si potesse nascondere e potesse azzittirsi sotto la minaccia di sgomberi, cariche e denunce, non vi siete resi conto di quanto il bisogno e il desiderio di riappropriarsi di ciò che ci spetta ci avrebbe reso più forti di prima e ci avrebbe spinto a mettere in gioco, ancora una volta, le nostre menti, i nostri corpi e i nostri sogni! La nostra storia cominciamo a scriverla e raccontarla noi”.

L'ASSEMBLEA CITTADINA ED IL VERTICE SULLA DISOCCUPAZIONE - Mentre alcune volanti delle forze dell’ordine si sono recate in via Severo, dove intorno alle 14.30 è partita l’occupazione, il movimento dei NeetBloc invita i cittadini “ le realtà autorganizzate, i collettivi, le reti, i precari e le precarie a partecipare all'assemblea che si terrà alle ore 18 nel nuovo spazio occupato, per continuare a far vivere uno spazio pubblico capace di parlare di precarietà abitativa, di precarietà lavorativa e, soprattutto, in grado di preparare il terreno adatto per arrivare al vertice di Luglio sulla disoccupazione giovanile in modo allargato e propositivo”.

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