GarbatellaToday

Patrimonio cittadino in abbandono: “Raggi, servono bandi per affidare gli immobili inutilizzati”

Dal presidente del Municipio VIII l'accusa alla sindaca di "non aver fatto niente in quattro anni" per riassegnare gli spazi pubblici inutilizzati. Ciaccheri: "Potrebbero dare nuova linfa al territorio"

Recuperare il patrimonio capitolino inutilizzato per metterlo a servizio della cittadinanza. Nel Municipio VIII ci sono degli spazi, di proprietà comunale, che non sono più gestiti. Ma che, con un nuovo affidamento, potrebbero tornare ad avere una funzione.

Gli spazi inutilizzati

“Abbiamo ad esempio il chiosco abbandonato dentro Parco Schuster”  ma anche “la palazzina M degli ex mercati generali e una serie di altri luoghi lasciati in disuso” prova ad elencare il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri” che sul tema segnala che, nelle ultime ore, ci sono state anche “mobilitazioni spontanee delle realtà territoriali” a dimostrazione delle aspettative che, a livello locale, questi spazi suscitano. 

La richiesta

Cosa fare? “Chiediamo a Roma Capitale che venga urgentemente risolta con atti formali che diano strumenti reali di riuso e messa a disposizione della collettività di spazi per troppo tempo lasciati a se stessi e all'incuria”. In sostanza servono degli avvisi pubblici. 

L'inerzia del Campidoglio

“In quattro anni la Raggi non ha fatto nulla” ha spiegato Ciaccheri che denuncia il “mancato inserimento all’interno di bandi per il loro utilizzo o affidamento”. Un’inerzia che di fatto non consente di creare nuovi servizi o nuove imprese sul territorio o anche, in un momento storico in cui bisogna gestire la ripresa della didattica in aula dopo il lungo stop imposto dal nuovo Coronavirus, per “dare soluzioni alternative per le lezioni delle scuole”.

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Locali messi all'asta

Nel territorio della Garbatella, nel 2020, sono stati numerosi i locali che hanno ripreso a funzionare. Si trattava però di spazi non residenziali di proprietà dell’Ater di Roma che, per festeggiare i 100 anni del quartiere, ha deciso di investire sul riutilizzo di questi locali. In quel caso la formula scelta è stata quella dell’asta. Una modalità che ha permesso a decine di realtà, a costi calmierati, di risollevare saracinesche e di avviare realtà, in ambito sociale, culturale, commerciale. Un modo per restituire linfa ad un territorio  che, grazie a quell’iniziativa, ora vede funzionare, in uno spazio che era inutilizzato, anche una nuova libreria .
 

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