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Lazio Nuoto sfrattata dalla Garbatella: 400 atleti restano senza piscina

La riconsegna delle chiavi, imposta da Roma Capitale, mette a rischio la stagione di centinaia di nuotatori. Moroli (Lazio Nuoto) “Il Comune ha dimostrato ostilità nei nostri confronti”

Se ne sono andate tra le lacrime le impiegate della Lazio Nuoto. La promessa della SSD Maximo di confermare tutto il personale biancoceleste, non è stata sufficiente ad ammortizzare il colpo.

Destini diversi

Ma se gli impiegati possono sperare in un'immediata riassunzione, ora che la società biancoceleste è stata sfrattata dalla piscina della Garbatella, diverso appare il destino dei suoi atleti. A partire da quelli della squadra di Pallanuoto, che milita nelle serie A1. Con il suo allenatore, mercoledì 3 settembre, insieme a decine di altre persone, hanno manifestato il proprio attaccamento all’impianto di viale Giustiniano Imperatore.

La preoccupazione degli atleti

“Siamo molto preoccupati per questa situazione che ha già segnato la passata stagione. Sapevamo che sarebbe stata difficile ma con la sentenza del TAR ci sentivamo abbastanza al sicuro” aveva confidato Claudio Sebastianutti, allenatore della prima squadra di Pallanuoto, durante il sit-in svoltosi il 2 settembre.

L'illusione

A seguito di un lungo contenzioso legale, nato per la modalità con cui è stata messa a bando la piscina di Garbatella, il Tribunale Amministrativo del Lazio aveva stabilito il mancato accertamento, da parte di Roma Capitale, dei requisiti di partecipazione della società vincitrice del bando. Una sentenza che la Lazio Nuoto, arrivata seconda nella gara, aveva accolto con soddisfazione. Ma il risultato, festeggiato come una vittoria, è tornato in discussione perchè sorprendentemente, in piena estate, la partita è stata riaperta.

La sentenza del Tar e la nuova gara

“Il Tar del Lazio non aveva disposto l’annullamento della gara ma - ha recentemente ricordato l'assessore Frongia -  semplicemente aveva  richiesto delle specifiche, non effettuate correttamente in precedenza, per determinare l’ammissibilità o meno dei concorrenti alla gara: Roma Capitale, in ottemperanza a quanto richiesto dal Tar e nel pieno rispetto della legge, non ha fatto altro che riconvocare la commissione, analizzare i requisiti e definirli ammissibili”. Fatte le verifiche opportune, quindi, Roma Captiale ha nuovamente decretato l’assegnazione della struttura alla SSD Maximo. 

Gli atleti biancocelesti

La riconsegna delle chiavi, imposta in presenza degli agenti della polizia locale, ha avuto un effetto devastante per la Lazio Nuoto. Anche perchè, come aveva ricordato il coach Sebastianutti, “Non ci sono solo i 15 atleti della prima squadra di Pallanuoto che sono dei semiprofessionisti che si allenano tutti i giorni” e che già avevano ripreso a frequentare la piscina di Garbatella in vista della prossima stagione. La decisione di sfrattare la società biancoceleste riguarda anche chi è tesserato nella pallanuoto giovane, nel nuoto ed il settore paralimpico. E quindi, ha ricordato l'allenato della squadra di pallanuoto, “Parliamo, in tutto, di oltre 400 atleti”. 

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Niente iscrizione alla serie A1

Si poteva fare diversamente? “Il Comune,  con il suo  atteggiamento, sta dimostrando una inimicizia ed ostilità nei confronti della Società Biancoceleste che si è palesata in modo sempre più evidente in questa allucinante vicenda e questo ultimo deprecabile atto  - ha spiegato Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto, riferendosi allo sfratto eseguito il 2 settembre - porta inevitabilmente a ritirare la Lazio Nuoto dal Campionato di Serie A1 maschile di Pallanuoto”. Un epilogo drammatico per una società con 120 anni di storia, 5 medaglie olimpiche e centinaia di trofei ottenuti a livello nazionale. A pagarne le conseguenze, inevitabilmente, saranno i suoi atleti. 

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