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Municipio VIII, Paolo Pace si racconta: "Ecco perchè ho scelto di andare con Fratelli d'Italia"

L'ex presidente grillino del Municipio VIII racconta la sua scelta di campo. "FdI è il partito che mi ha dato più garanzie per realizzare ciò che ho in mente. In Regione? E' sicuramente una possibilità"

C'è la Regione Lazio nel futuro dell'ex Minisindaco Paolo Pace. Almeno come futuro orizzonte ipotetico. Reale invece è la sua scelta di campo in favore di Fratelli d'Italia. Il partito di Giorgia Meloni, Fabio Rampelli, Andrea De Priamo e Alessio Scimè. "Tutte persone serie, professionalmente valide, estremamente moderate". Parola di Paolo Pace che abbiamo sentito per farci raccontare la sua scelta.

Lei ha deciso di fare un passo importante, per niente scontato. Restare in politica, passando da un Movimento ad un partito strutturato. Come mai proprio Fratelli d'Italia?

Non tanto per una questione politica. Io ho ascoltato sempre tutte le parti e l'ho fatto anche questa volta, per cercare di capire dove ci fosse più possibilità di portare avanti i progetti in cui credo. In questa chiave, ho capito che Fratelli d'Italia era il partito in grado di offrirmi più garanzie. Tra l'altro, a dispetto di quanto molti ritengono, io qui ho conosciuto persone estremamente moderate.  Così facendo non butto alle ortiche l'esperienza politica maturata in questi cinque anni.

Cosa è accaduto cinque anni fa?

Nel 2012 ho iniziato a tirar su un gruppo del Movimento Cinque Stelle nell'VIII Municipio. Allora erano rimasti pochi attivisti. Con la caparbietà che mi contraddistingue, ho puntato su quell'obbiettivo ed il gruppo è cresciuto, arrivando a raggiungere qualche decina di unità. Poi, siccome è piuttosto facile candidarsi col M5s, a ridosso delle elezioni sono comparsi attivisti che avevano partecipato a pochissimi incontri o che si sono fatti vedere soltanto a ridosso della campagna elettorale. Lì siamo diventati un'ottantina. Ma il vero nucleo era quello quello delle persone che hanno iniziato insieme a me. 

Qualcuno di loro pensa di seguirla in quest'esperienza? Lei è molto legato ad esempio a Massimo Serafini, il suo vicepresidente tanto contestato dai cosiddetti grillini talebani. Verrà anche lui in Fratelli d'Italia?

No, lui è un tecnico ed eventualmente continuerà a rendersi utile con la sua professionalità. Invece in questi giorni sono stati in tanti a contattarmi, quindi non escludo che nelle prossime settimane ci saranno altre conferenze stampa, per annunciare nuovi iscritti in Fratelli d'Italia. Parlo anche di alcuni ex consiglieri municipali.

Ma che succede al Movimento Cinque Stelle romano?

Roma sembra commissariata. Ovviamente non è colpa di Virginia Raggi, che è vittima di un sistema che esiste e che fa riferimento alle correnti. Queste, con la loro forza, si impognono sulla Sindaca che si limita quindi a svolgere l'ordinaria amministrazione. Così però non si riesce più a fare niente d'interessante.

Lei poco fa accennava al desiderio di realizzare alcuni progetti. A cosa faceva riferimento?

Un mio pallino è la riqualificazione del Tevere. Vanno sistemati gli argini, va reso vivibile per la popolazione. Facendo conoscere le foci, l'archeologia industriale, le situazioni virtuose di turismo fluviale. Il Tevere, spesso visto come un ostacolo, deve diventare utile per la collettività, anche come mezzo di comunicazione. Un'altra cosa su cui punto, è l'ambito agricolo. Serve in tal senso accedere ai fondi europei. Ed occorre trovare chi sappia accedervi. Nel nostro municipio non ci è stato permesso di utilizzare una risorsa come Massimo Serafini e la Confservizi Lazio. Peccato. Comunque bisogna puntare su questo genere di professionalità.

Il suo futuro impegno politico, per come lo sta immaginando, sembra approdare ad uno sbocco preciso: la Regione. E' quello l'Ente Locale in cui vorrebbe operare?

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La Regione Lazio è sicuramente una possibilità. Ma chiaramente sono tutte questioni che si devono poi sviluppare con la dirigenza di Fratelli d'Italia, per meglio integrare le risorse disponibili, affinchè possano essere utilizzate nella maniera migliore. Però penso che nella Regione, sul piano ambientale, si stia facendo poco. Ed invece lì si potrebbe intervenire con maggior forza, anche perchè è un ambito istituzionale in cui si legifera. Quindi sì, lo sbocco regionale sarebbe interessante.
 

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