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Il girone dantesco degli Uffici Anagrafici

Code interminabili, strilla ed impiegati esausti. Lo spettacolo quotidiano, in scena agli Uffici Anagrafici, per gentile concessione della più tradizionale burocrazia all’italiana

La burocrazia, per definizione, è un modello di organizzazione che non riscuote particolari favori.

Il potere impalpabile. Sarà perché rimanda a quel “potere degli uffici” , all’interno del quale le risorse vengono gestite in maniera impersonale, per realizzare delle finalità di carattere collettivo, superiore. Sarà forse per questo suo essere spersonalizzante, per l’affidare cioè il potere a qualcosa di impercettibile, che la si digerisce poco.

Le file estive. Divagazioni  a parte, se c’è una cosa che, desunta dall’esperienza quotidiana, assurge ad una verità condivisa, è che la burocrazia rimanda alle file. E le file, lo sappiamo per conoscenza diretta, non piacciono a nessuno.
D’estate in particolare. Sembra una vessazione inutile. Un esercizio sterile di potere. E la colpa, nemmeno a dirlo, sono le istituzioni. Tout court. Eppure, qualche distinguo, nonostante la calura snervante, dobbiamo provare a farlo.

Gli Uffici Anagrafici. Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI, ricorda come “strilla, insulti, code interminabili e pochi impiegati esausti siano la norma  all’interno degli Uffici Anagrafici dei Municipi. Ed è una cosa che avviene sistematicamente con l’inizio del periodo estivo quando si riduce ulteriormente il personale e aumentano le richieste dei certificati a vista e delle carte d’identità”.

L'Assessorato al Personale. Un problema strutturale si direbbe. Cosa che, di per sé, non costituisce una giustificazione, rappresentando, al contrario, un’aggravante. “L’assurdo si è raggiunto durante la riunione convocata dall’Assessore capitolino al Personale Cavallari con i Municipi e i sindacati. La Giunta Alemanno si è girata dall’altra parte ed ha invitato le Istituzioni Territoriali a risolvere da sole le problematiche – spiega Catarci -  Ma come si può, se a mancare è il personale ed esso è gestito dall’Assessorato guidato da Cavallari?” Un paradosso bello e buono. “Di razionalizzare la macchina sfoltendo gli affollati Uffici Centrali per rafforzare i Municipi, ovviamente, neanche a parlarne… Ma se non fa questo a cosa serve l’Assessorato al Personale?”

Il bene comune e la burocrazia. "Dal Campidoglio nel frattempo continuano ad arrivare ulteriori incombenze. I cambi di residenza in 48 ore, la celebrazione dei matrimoni civili e il rilascio delle carte d’identità ai minori di 14 anni, sono le ultime arrivate agli Uffici Anagrafici. Ad esse si aggiunge la delega sulle pratiche relative al Piano Casa e a tutti i titoli relativi alle ristrutturazioni edilizie. Tanto lavoro in più con personale in crescente diminuzione”. In sostanza, il classico problema della burocrazia. Ovvero di un potere, coltivato negli uffici, e lontano dalla realtà. In grado, tuttavia, di individuare e perseguire il bene comune, in maniera impersonale. A colpi di strilla, insulti e code interminabili.
 

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