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Disabilità e lavoro: il progetto "Usciamo dal bozzolo" ribalta la prospettiva

Una casa editrice per bambini realizzata da persone con disabilità: il progetto "Usciamo dal bozzolo" punta ad un inserimento lavorativo mirato. Valerio (11Radio): "La disabilità non è la loro vita! Vedrete, sarà una piccola rivoluzione"

Prima c'è stato "Il lupetto curioso": la favola a puntate inventata da alcune persone con disabilità intellettiva. Il suo racconto, tramesso all'interno di una web radio, è stato un successo. Al punto tale da suggerire la nascita di un progetto ambizioso e dal nome evocativo:  "Usciamo dal bozzolo".

VALORIZZARE LE DIFFERENTI ABILITA' - "Il Job Act ha di fatto annullato la legge 68, che permetteva l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità basato sulla chiamata numerica. Un bel problema. Però noi abbiamo pensato ad una soluzione: cambiare la prospettiva. E' quello che proveremo a realizzare con 'Usciamo dal bozzolo', una casa editrice per bambini che sarà gestita da persone con disabilità. Quello che vogliamo fare – annuncia Federico Valerio, promotore dell'iniziativa – è valorizzare le differenti abilità. Diamo cioè loro la possibilità di esprimersi, esattamente il contrario di quanto sinora è avvenuto con il loro inserimento lavorativo".

UN'IMPRESA INNOVATIVA - Il progetto, nato dall'incontro di "11Radio" con "La Lampada dei Desideri", nasce da alcune necessarie premesse. "Noi vorremmo che il lavoro offrisse loro l'opportunità di dare sfogo alle proprie idee ed alle legittime aspettative. In questo senso,  realizza una piccola rivoluzione culturale. Il segnale che vogliamo lanciare – spiega Federico Valerio Presidente di 11Radio – nasce dalla presa d'atto che il lavoro non c'è. Nel prenderne atto, mettiamo in campo noi una buona pratica. Creiamo cioè  un'impresa, nel caso specifico una casa editrice per bambini, gestita direttamente da persone con disabilità intellettiva".

LA RACCOLTA FONDI - Il progetto è già in rete. Si basa sul crowfunding e prevede l'inserimento di 4 persone con disabilità totale, nel primo anno di attività. I ruoli che copriranno, danno la misura del progetto. Due creativi, un addetto alla comunicazione ed alla promozione ed un altro alla segretaria di produzione. Dopotutto come ci ricorda Valerio citando lo slogan del progetto "La disabilità non è la nostra vita". La piccola rivoluzione è cominciata. 

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