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Spiaggia sul Tevere, progetto ridimensionato: entro fine giugno possibile apertura

Un delegato dell'Ufficio Tevere ha incontrato comitati ed associazioni per fare il punto sul futuro della cosiddetta spiaggia

Sdraio, docce, campi sportivi e gazebo. La riqualificazione della banchina situata sotto Ponte Marconi, era stata annunciata in toni enfatici. La Sindaca Raggi, nel dicembre del 2017, l'aveva descritta come una vera e propria spiaggia. Un luogo per riavvicinare i romani al fiume, una sorta di "laboratorio di quello che potrà accadere nel momento in cui Roma potrà riappropriarsi delle sponde del Tevere" aveva dichiarato in conferenza stampa.  

Ancora nessuna spiaggia

A distanza di sei mesi, i 10mila metri quadrati che compongono l'area sono stati  più volte bonificati. Ma dei campi sportivi, dei gazebo e delle sdraio ad oggi non c'è ancora nessuna traccia. Un'escavatrice da alcuni giorni resta parcheggiata sulla banchina che avrebbe dovuto ospitare la spiaggia. Nel frattempo un delegato dell'Ufficio Tevere ha incontrato il Comitato di Quartiere Marconi, l'associazione di protezione civile 'GSS' Sommozzatori e la onlus Agenda del Tevere.

La data per l'apertura

"Il delegato dell'Ufficio Tevere ha dichiarato che l'area, impropriamente definita come una spiaggia, sarà pronta per il 29 giugno – racconta Salvatore Serra, del CdQ Marconi – Avrà campi da beach volley, servizi igienici ed un piccolo punto ristoro".  Il sopralluogo, organizzato il 20 giugno, ha fugato così gli ultimi dubbi sul futuro di quell'area. "Il Campidoglio non ha molte risorse da investire  e ad ottobre, verosimilmente, sarà pubblicato un bando per consentire alle associazioni di prendere in gestione la cosiddetta spiaggia . La cosa importante – ha aggiunto il cittadino – è che in questo modo sarà avviata una sperimentazione, da replicare in altre zone".

Un progetto ridimensionato

L'obiettivo, al di là dell'enfasi utilizzata per lanciare il progetto, non è quello di realizzare una spiaggia con ombrelloni e lettini. La principale finalità dell'amministazione appare piuttosto quella di rendere fruibile la banchina. D'altra parte, l'abbandono della zona, ha sempre prestato il fianco al formarsi di accampamenti abusivi. "Consentire ai cittadini di ricucire il rapporto con il fiume è senz'altro un fine positivo e condivisibile" ha obiettato il presidente del gruppo Sommozzatori Claudio Sisto, presente al sopralluogo organizzato sul Tevere. "Ad oggi però mancano ancora tutti i servizi essenziali, dall'acqua alla luce, fino ai bagni. Temo quindi che il progetto iniziale sia stato ridimensionato". A ben vedere, se si escludono gli occasionali sfalci della banchina, non è neppure partito. 

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