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San Paolo, la Libroleria lancia l’allarme: "Rischiamo di chiudere a fine mese"

Il titolare della libreria per bambini fa luce sulle condizioni in cui versa l’attività. Minichiello: "Abbiamo contratto troppi debiti, ma lasciare il quartiere sarebbe una sconfitta"

Un laboratorio alla Libroleria

“La Libroleria sta morendo”. In via della Villa di Lucina è stato suonato un campanello d’allarme. La piccola libreria per ragazzi di San Paolo è soffocata dai debiti. Ed il suo titolare ha pensato di comunicarlo ai clienti, ai collaboratori ed all’intero quartiere.

L'annuncio

Le rate dell’affitto purtroppo si sono accumulate  ed inevitabilmente è arrivato il momento di farci i conti –  ha raccontato a Romatoday Roberto Minichiello, il titolare della libreria –  A metà mese abbasserò la saracinesca per un paio di giorni, con l’intenzione di riaprirle prima possibile. Ma arrivati a questo punto  la possibilità di salvare la Libroleria non dipende soltanto da me”.

Il rapporto con il quartiere 

Non sono numerose le librerie presenti in quel quadrante cittadino. “San Paolo è un quartiere a cui ci siamo affezionati. Non è stato un amore a prima vista, ma il rapporto è cresciuto cammin facendo. Qui ci sono molte famiglie ed anche tante scuole. Mi dispiacerebbe lasciare la zona, sarebbe una sconfitta per me ma credo anche per il quartiere”. La Libroleria non è un’attività storica di San Paolo. Ma il legame col territorio è maturato in fretta. “Ho aperto l’attività nel marzo del 2017 e da allora ho provato a coinvolgere le famiglie. Cosa che sono riuscito a fare anche grazie alle associazioni che in questo spazio hanno organizzato laboratori per bambini”. Due sabato la settimana il locale si trasforma in un corso i musica per bambini da zero a tre anni. E nello stesso spazio è possibile partecipare alle letture per la prima infanzia.

I servizi per il territorio

Ma  Minichiello non si è limitato ad aprire un’attività in cui i bambini possono travare libri, giocattoli e laboratori. Nella Libroleria è possibile ordinare volumi d'ogni genere ed al loro arrivo il cliente riceve un messaggio telefonico. “Abbiamo provato ad esser un punto di riferimento puntando  anche su servizi complementari. Qui si possono fare stampe, fotocopie e forniamo un servizio di prontopacco. In sostanza riceviamo i pacchi di chi fa acquisti online ma non ha nessuno a casa per ritirarli. Li teniamo in libreria finchè, i clienti, non vengono a prenderseli”. Tutto questo però, finora, non è stato sufficiente. 

La competizione con l' e-commerce

La competizione con le aziende che vendono i libri online è enorme. “Purtroppo le piccole librerie non possono ottenere i prezzi che i fornitori fanno alle grandi aziende dell’e-commerce. Di conseguenza noi non possiamo fare quegli sconti che, tante volte, i clienti si aspettano di ottenere”. Un problema di cui soffrono tutte le librerie ma che è particolarmente gravoso per quelle indipendenti. 

Cosa fare per salvare la libreria

Il destino della Libroleria è segnato? Il quartiere sta già provando a fare quadrato, ma serve il coinvolgimento di tante realtà. Servirebbe una rete più consolidata, in grado di garantire un flusso più costante di persone. Però, detto questo – ha aggiunto Minichiello – vorrei ringraziare tutte le persone che si stanno impegnando per cercare di non far chiudere questo piccolo spazio”. In rete non hanno tardato a manifestarsi gli attestati di stima dei vecchi clienti. Ed anche molti residenti hanno solidarizzato con la libreria di San Paolo. Il grido d’allarme è stato lanciato. La speranza, per gli abitanti del popoloso quartiere, è che non sia giunto troppo tardi.

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