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San Paolo, il Campidoglio difende la ciclabile di viale Giustiniano Imperatore: “E' un' opera strategica”

Il presidente della commissione Mobilità di Roma Capitale ha stigmatizzato la petizione attivata da residenti e commercianti contrari. Stefàno (M5s): “Mi sarei aspettato una raccolta firme per chiedere di fare più presto”

Viale Giustiniano Imperatore oggi senza ciclabile. Foto Google Maps

Sono più di quattrocento i commercianti ed i residenti di San Paolo che stanno chiedendo di fermare il progetto della ciclabile. La pista, prevista su viale Giustiniano Imperatore, andrebbe a tagliare 91 posti auto. Una scelta improvvida secondo chi sta sottoscrivendo la petizione. 

La posizione del Campidoglio

Di tutt’altro avviso è invece Enrico Stefàno. Il presidente della commissione Mobilità di Roma Capitale ha stigmatizzato la scelta di quanto, nelle ultime ore, hanno sottoscritto la petizione. “Ancora una volta, come provi a mutare leggermente lo spazio urbano nella pigra e statica città di Roma, arriva la solita raccolta firme a difesa dei posti macchina” ha commentato Stefàno. Il consigliere grillino, che ha difeso l’intervento previsto a San Paolo una ciclabile strategica” ha ricordato che si tratta di un progetto approvato in Giunta lo scorso dicembre insieme ad altri sei itinerari. 

Un incentivo all'intermodalità

La pista, lunga 1300 metri e da realizzare nei due sensi di marcia, ad eccezione dei primi metri, adiacente al marciapiede, consentirebbe di collegare la stazione metropolitana di San Paolo con la ciclabile presente sulla Cristoforo Colombo. La pista che si vuole realizzare quindi mira a promuovere lo sviluppo dell’intermodalità. “Io mi sarei aspettato delle raccolte firme per fare di più ed al pi presto, non a fermare i progetti che stiamo portando avanti, non senza fatica visti i numerosi ostacoli burocratici, ma con la consueta determinazione e voglia di cambiamento che ci accompagna”.

La paternità della ciclabile

Le critiche non sono mancate. “Credo che sia un errore politico affermare che questa amministrazione sta costruendo su due decenni di nulla – ha obiettato Sandro Calmanti, del direttivo dell’associazione Salvaiciclisti - Prima di tutto perché è inesatto, se non falso. Infatti tutte le opere per la ciclabilità che sono in via di realizzazione sono opere progettate e già finanziate, anche se in modo scomposto e con tutti i difetti che vogliamo, durante i venti anni precedenti. E questo dovrebbe essere presentato ai cittadini come un valore”. La ciclabile in questione, come le altre sei, beneficia infatti di fondi europei che sono stati intercettati con un progetto che risale alla Giunta Marino.

Le richieste dei residenti

L’idea, da più parti promossa, che i 200mila euro destinati alla realizzazione della pista di viale Giustiniano Imperatore potessero essere spesi per sistemare i marciapiedi disastrati di San Paolo, è dunque fuorviante. I fondi di cui l’amministrazione dispone sono infatti legati esclusivamente al progetto della ciclabile. Resta il tema di una scelta che, con i cittadini, non è stata condivisa. Motivo per cui il MUnicipio ha decido d'interessarsi alla questione. "Per lunedì 9 marzo abbiamo convocato un'apposita seduta di Commissione Lavori Pubblici per predisporre un atto unitario con cui chiedere al Dipartimento Mobilità di sospendere il progetto, come richiesto dai cittadini" ha fatto sapere il consigliere leghista Simone Foglio. La realizzazione della ciclabile di San Paolo, continua a dividere.

L'interessamento del Municipio

"Obiettivo della commissione è di chiedere un tavolo urgentissimo (condizioni sanitarie permettendo) che coinvolga tutti, il comune di Roma, l’agenzia servizi per la mobilità, il Municipio VIII, i cittadini residenti e le associazioni dei ciclisti – ha chiarito Paola Angelucci, presidente della commissione Lavori Pubblici  e Mobilità – Vogliamo essere parte attiva e migliorare al massimo le criticità, ottimizzando i pregi di questo intervento su un asse urbano importante”. La strada in questione è infatti la direttrice principale di San Paolo. Pensare di modificarla, come confermato da Angelucci “senza coinvolgere né il Municipio né la cittadinanza, finisce inevitabilmente per generare indifferenza”.

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Articolo aggiornato il 9 marzo 2020 alle ore 17:50

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