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Viale Marconi: la prostituzione torna davanti ai portoni

Nel quadrante Marconi si torna a segnalare una recrudescenza della prostituzione. Secondo due comitati, si realizzerebbe anche davanti ai portoni dei palazzi. Chiesti interventi per garantire maggior decoro

Non è la prima volta che la presenza delle lucciole, nel quadrante Marconi, raggiunga livelli di guardia. Da Largo Veratti a piazza Gibilmanna, le prostitute sono segnalate anche davanti ai portoni delle abitazioni. C'è da dire che, in passato,  la loro attività è arrivata anche a spingersi oltre. Il fenomeno comunque, nonostante le proteste dei cittadini ed alcune proposte dell’amministrazione, non è mai realmente regredito.

DAVANTI AI PORTONI - “La situazione della prostituzione su strada tra San Paolo e Marconi è divenuta oramai insostenibile – fanno notare Claudio De Santis del comitato l’Ostiense e Augusto Santoro del comitato DifendiAMO Roma - Ci chiediamo se Catarci abbia provveduto a costruire una zona franca senza avvisare nessuno – scrivono i due, aggiungendo che - Le prostitute stazionano senza alcun ritegno anche davanti ai portoni della cittadinanza e nel quartiere”. La situazione ha raggiunto un tale livello che “ si ha ormai paura a tornare nelle abitazioni dopo il tramonto; e questo avviene ogni giorno tra senso di disgusto e paura” osservano Santori e De Santis.

L'ASSENZA DI CONTROLLI - La prostituzione esercitata nel quadrante, è descritto in maniera puntuale. “Si tratta di signorine, che si aggirano svestite in strada, molto spesso seguite a vista dai propri magnaccia”. Evidentemente in assenza di controlli, perché il reato per lo sfruttamento della prostituzione, esiste. Ma il fenomeno è complesso e si porta dietro tutta una serie di altre conseguenze. Santori e De Santis parlano infatti anche di “automobilisti che rallentano e si fermano in punti evidentemente pericolosi per la circolazione” altro fatto di per sé sanzionabile, come lo sono “i rapporti sessuali consumati nei giardinetti all’angolo tra viale Marconi e Via Valco San Paolo, se non all’interno dei condomini e sotto le abitazioni”.

DECORO E SICUREZZA - La riflessione dei due comitati DifendiAMO Roma e l’Ostiense, reca con sé  con una constatazione: “Qui si tratta di tutelare la quotidianità dei residenti e la loro sicurezza, la possibilità di rientrare a casa senza dover subire l’umiliazione e la paura di avere a che fare con spettacoli di questo genere. Ci chiediamo –concludono Santori e De Santis – dove siano le Istituzioni, in un territorio che ogni giorno mostra disagio e degrado, che oltre ad ascoltare la vergogna della mafia capitale vorrebbe anche un intervento urgente e concreto sul proprio territorio da parte delle Istituzioni”.

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