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San Paolo, i rami potati fuori stagione restano a seccare nei giardini e sui marciapiedi

I rami dei pini lasciati nel giardino di via Tito, quelli dei pioppi sul marciapiede di via Severo. Gli interventi realizzati fuori stagione migliorano forse la sicurezza ma non il decoro

Nella foto il giardino di via Tito con i rami lasciati da giorni sul prato

Marciapiedi impraticabili per la ricrescita vegetativa, le ceppaie mai rimosse e la pavimentazione sconnessa, sono ora ancor più insidiosi. A peggiorare un quadro già a tinte fosche contribuiscono infatti i cumuli di rami che, sempre più raramente, vengono raccolti.

Potature fuori stagione

A San Paolo, in via Alessandro Severo, aveva suscitato scalpore la drastica potatura che era stata eseguita ai danni di alcuni pioppi neri. In piena estate, lontano quindi dal periodo in cui, solitamente, si effettuano le manutenzioni sugli alberi. I rami, accatastati e circoscritti dal nastro giallo della Polizia Locale, sono ancora al loro posto.

Potature incomplete

L'immancabile nastro giallo cinge anche le ramaglie tagliate dai pini presenti nel giardino di via Tito. Formano dei folti cumuli alla base del tronco e, da almeno 10 giorni, restano inesorabilmente sul prato. L'intervento, che probabilmente  ha contribuito a migliroare la sicurezza di quel giardino, non ne ha preservato il decoro. E non è stato neppure esaustivo visto che, ancora oggi, si contano ancora diversi rami percolanti nell'area verde, molto frequentata dai proprietari dei quadrupedi.

La manutenzione dei marciapiedi

Sempra a San Paolo, un lettore segnala anche la presenza di enormi formazioni cespugliose in via Alessandro Severo. Spesso sono il frutto dei "ricacci" che si formano alla base delle numerose ceppaie che abbondano nel quartiere. Per eliminare quel tipo di vegetazione, gli operatori dell'Ama dovrebbero essere affiancati dalle ditte che si sono aggiudicate un maxi appalto da 3,6 milioni di euro.

L'assenza di interventi

Quella è la cifra destinata all'intera città, com'è stato spiegato a fine maggio durante una commissione Ambiente capitolina. Servono per rimuovere le foglie, effettuare il diserbo meccanico e procedere ad un'operazione di fitoregolazione. "Dal ciglio stradale ai muri in cui terminano i marciapiedi" era stato spiegato. Quelli di San Paolo però, a giudicare dalle condizioni in cui versano, sembra che non ne abbiamo ancora beneficiato. Per ora, gli unici che si sono dedicati al quartiere, sono stati i volontari reclutati tra i detenuti dalla circondariale di Rebibbia.

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