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No Pup Leonardo Da Vinci: arriva in Procura l'esposto dei cittadini

Il Comitato No Pup Leonardo Da Vinci ha deposto a piazzale Clodio una denuncia relativa al parcheggio interrato in costruzione nel viale al confine con la Garbatella

Il Comitato dei Cittadini Indignati contro il PUP di viale Leonardo da Vinci, rappresentato dall'avvocato Ferdinando Imposimato, ex giudice e membro del Parlamento italiano, e dall'avvocato Maria Cristina Tabano del Codacons, ha presentato oggi alla Procura della Repubblica l'esposto relativo al parcheggio interrato che "rischia di danneggiare i palazzi della zona con grave impatto ambientale".

LA DENUNCIA - Nell'esposto viene ipotizzato il reato di danneggiamento, in relazione all'espianto degli olmi presenti lungo il viale e alla conseguente alterazione del regime idrogeologico del sottosuolo, e viene quindi chiesto il sequestro del cantiere e una perizia immediata, sulla base delle considerazioni già fatte dalla Regione e dai consulenti del Comitato. "In due settimane abbiamo raccolto mille firme", ha dichiarato Fabio Marcelli, vicepresidente del Comitato No Pup Leonardo Da Vinci durante la conferenza stampa che ha preceduto la deposizione della denuncia con la quale i cittadini sperano di bloccare i lavori.
L'avvocato Imposimato ha spiegato che la costruzione dei settantasette box privati contrasta con la legislazione vigente, in particolare con l'articolo 41 della Costituzione, secondo il quale l'iniziativa privata è libera ma non può andare contro l'utilità sociale e la sicurezza dei cittadini; e con gli articoli 9 e 32 della Costituzione, rispettivamente sulla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione e sulla tutela della salute dei cittadini.

IL PARERE DELLA REGIONE - L'avvocato Imposimato ha ricordato anche il parere del Servizio ambientale della Regione Lazio del 9 giugno 2011, non preso in cosiderazione dall'amministrazione comunale, che concorda sul fatto che la realizzazione del parcheggio in viale Leonardo Da Vinci, oltre a essere in contrasto con la legge, "avrà conseguenze negative sul valore paesaggistico e urbanistico del quartire". Dopo il sopralluogo effettuato il 26 maggio, infatti, il taglio degli olmi cinquantennali è stato giudicato inopportuno, in quanto gli alberi hanno un'importante funzione di consolidamento idrogeologico, in una zona che, oltre ad essere a rischio esondazione per la vicinanza al Tevere, è già soggetta a smottamenti del terreno, come dimostrato dai problemi di stabilità presentati da alcune abitazioni. Sulla sorte degli olmi di viale Leonardo Da Vinci è intervenuta anche la Guardia Forestale, che ha riscontrato delle violazioni, da parte della ditta di costruzioni, già in sede di cantierizzazione dell'area, come il danneggiamento di piante e la realizzazione di getti in cemento attorno ad alcune di esse.

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TRAFFICO E QUARTIERI SCONVOLTI - A preoccupare i residenti è anche lo sconvolgimento del traffico e della vita del quartiere. Si teme, infatti, che il dimezzamento dell'arteria operato per la realizzazione del cantiere sia, in realtà, permanente, con un conseguente "sconvolgimento del traffico e della vita del quartiere". La costruzione del parcheggio, tra l'altro, è "assolutamente inutile – spiega Marcelli – visto che a cento metri di distanza ce ne sono due di inutilizzati, abbandonati e ormai in degrado". "Con questa opera – conclude Marcelli – il Comune di avvia a fare l'ennesimo regalo alla speculazione privata che rischia di colpire anche la scuola elementare 'Principe di Piemonte''', già inserita tra i beni alienabili.

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