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Metro Marconi, piccioni morti intrappolati nei dissuassori: nessuno li rimuove

L'associazione ambientalista OIPA scrive alla Sindaca ed all'ATAC per segnalare il problema. Chiesta anche la rimozione dei dissuasori a punta metallica

La presenza di volatili a ridosso di alcune stazioni metropolitane è stata per anni segnalata come una calamità naturale. A farne le spese, oltre ai malcapitati passanti, sono state spesso auto e scooter parcheggiati. Non solo. Anche cassonetti, panchine ed ogni forma d'arredo urbano ha finito, in alcuni casi, per essere sommerso di guano. Emblematica la situazione più volte segnalata fuori la fermata di San Paolo.

Per evitare che piccioni e altri volatili possano causare spiacevoli inconvenienti ai fruitori del servizio pubblico, da alcuni anni sono stati sistemati dei dissuasori all'interno delle stazioni metropolitane. Si tratta di reti e punte metalliche sistemate nei punti dov'è più probabile che i piccioni possano poggiarsi. In alcuni casi però quella forma di dissuasione non si è rivelata sufficiente. Ed a pagarne le conseguenze sono stati i volatili stessi che finiscono imprigionati tra le maglie delle reti. Andando incontro, inevitabilmente, ad una lunga agonia. 

I piccioni morti e non rimossi

"Alcuni piccioni sono stati trovati morti all'interno della rete che si trova nella fermata della Metropolitana di Marconi -  fa sapere l'associazione OIPA - Gli animali, forse entrati da qualche buco e rimasti imprigionati, hanno fatto certamente una fine terribile". I volontari dell'associazione ecologista hanno inoltre accertato che "all'interno della stazione sono stati installati in maniera diffusa, dissuasori formati da spuntoni metallici al fine di evitare ai volatili di posarsi, ma questi strumenti spesso sono causa di ferite e mutilazioni".

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La lettera alla Sindaca

La presenza di piccioni incastrati nelle reti, qualche rete sopra la testa dei passeggeri, potrebbe anche avere conseguenze sul piano igienico sanitario. Soprattutto se, come rilevato da OIPA, i loro cadaveri non vengono rimossi. L'associazione ambientalista fa comunque sapere di aver scritto alla direzione dell'ATAC,  all'Ufficio Benesse Animali di Roma Capitale e alla Sindaca Raggi, invitandoli ad "intervenire urgentemente per verificare che non vi siano altri animali imprigionati e ad evitare che la situazione possa ripetersi con possibili conseguenze penalmente rilevanti". L'OIPA, interessata al benessere degli animali ed in questo caso dei piccioni, ha inoltre formalizzato la richiesta di "rimuovere i pericolosi dissuasori a punta metallica".

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