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San Paolo: i manifesti abusivi tornano ad imbrattare i muri della stazione

Da anni la fermata della metro San Paolo è teatro dello scontro tra "gli attacchini" abusivi ed i volontari che li rimuovono. La proposta delle "bacheche sociali" da destinare ai manifesti, resta intanto chiusa in un cassetto

L’ingresso della fermata metropolitana di San Paolo è tornato ad essere imbrattata con manifesti abusivi. Una pratica diffusa, spesso osservata  ed altrettanto frequentemente stigmatizzata. Ma forse nessun luogo, nella città, è stato teatro di reiterati scontri come lo è la stazione di via Gaspare Gozzi.

LA SEGNALAZIONE - “La Sinistra Italiana dell'VIII Municipio continua in modo abusivo ed illegale, a sporcare il mio quartiere –commenta un utente del gruppo facebook Sei di San Paolo Se –  Oggi tocca alla Metro di S. Paolo. Spero che qualcuno li multi”. Il post, come avvenuto in precedenti ed analoghe situazioni, ha scatenato i commenti dei residenti. Il problema è evidente e non riguarda solo la fermata di San Paolo, dove le affissioni godono di una maggiore visibilità e dunque sono più frequenti.

UNA QUESTIONE ANNOSA - “Noi  anni fa avanzammo una proposta, cercando di mettere insieme le diverse anime del Municipio – ricorda Luca Fontana, già segretario del Circolo Che Guevara alla Montagnola – puntavamo alla creazione di bacheche sociali, dove fosse possibile affiggere manifesti sulle iniziative organizzate nel territorio". Un proposito che era stato messo anche nero su bianco. "A ridosso di luoghi di passaggio come sono le stazioni metropolitane, l'ingresso dei parchi, gli uffici postali e le scuole, avevamo suggerito di creare degli appositi spazi. La gestione di queste bachece poi, doveva essere garantit attraverso un bando al qual far partecipare le realtà no profit del Municipio, come ad esempio sono i circoli politici o le associazioni".

LA PROPOSTA - I costi delle affissioni e la manutenzione delle bacheche, secondo la proposta maturata dal Circolo Che Guevara, doveva essere  sostenuta dai vincitori del bando. "Il fine ultimo –  ricorda Luca Fontana – è quello di allargare la partecipazione riuscendo,al tempo stesso,a garantire un maggiore decoro". Il progetto non è mai approdato in Consiglio municipale. "In verità abbiamo provato a mantenere l'interlocuzione aperta con il Municipio VIII ed al presidente Pace, a fine settembre, abbiamo inoltrato per email la nostra proposta". Ma non se n'è fatto più nulla. Nel frattempo, prosegue l’infinita battaglia tra “gli attacchini” ed i volontari interessati a rimuovere i manifesti abusivi. Senza soluzione di continuità.

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Commenti (1)

  • Avatar di ian
    ian

    parlare di battaglia fra gli attacchini e i volontari, mi sembra di spostare il problema in altre posizioni che possono anche essere pericolose, perché quando gli attacchini attaccano/imbrattano è meglio lasciarli stare.... li ho visti bellicosi... piuttosto perché non multare o redarguire i posti dove si svolgono le manifestazioni che vengono pubblicizzate nei volantini? la prima volta si avvertono, la seconda si multano e alla terza gli si leva la concessione dell'edificio dove vengono svolti i concerti/manifestazioni/presentazioni/etc.... se si tratta di edificio privato e non pubblico (assegnato) allora gli si ritira la licenza o gli si fa una multa onerosa, dato che l' immobile è di proprietà la dovrebbero pagare, serve educazione e far capire cosa è lecito e cosa meno.... non si puo' pulire (con risorse pubbliche o private) e poi ritrovare sporco perché è un circolo che non porta da nessuna parte

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