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Municipio XI: il valore di un registro per il testamento biologico

Prosegue il dibattito sulle volontà di fine vita. E riprende forza la proposta del Municipio XI che, attraverso l'istituzione del registro per il testamento biologico, apre un varco sul piano giuridico

All’indomani della proiezione, estremamente partecipata, del documentario sugli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro, si continua a parlare del valore d’istituire, presso un Ente locale, un registro per il testamento biologico.

La legge in Parlamento. “Dal nostro punto di vista, le istituzioni pubbliche devono avere il ruolo di garantire e dare sostanza alla libera scelta dei cittadini" ricorda l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio XI Andrea Beccari. A fronte della discussione di una legge, ferma in Parlamento, che svincolerebbe i medici dal rispetto delle volontà sul fine vita di un cittadino, in tema d'idratazione e alimentazione,  la proposta del Municipio XI, assume un rilievo particolare.

Le  istituzioni a garanzia delle volontà dei cittadini. “Quella legge farebbe carne da macello della capacità di decisione del cittadino, perché prevede che non ci siano vincoli  per i medici, anche se si ha lasciato presso la pubblica amministrazione, piuttosto che dal notaio, una dichiarazione di fine vita, di rispettare le volontà circa l’idratazione ed il nutrimento. Il messaggio di fondo che si sta cercando di dare è che, da il nostro punto divista, le istituzioni pubbliche devono avere il ruolo di garantire e dare sostanza alla libera scelta dei cittadini. Noi attraverso l’erogazione di questo servizio, organizziamo dei momenti in cui il cittadino può decidere in base alle proprie convinzioni. Questo è il dato di fondo su cui  siamo schierati sul piano politico culturale. In tal senso, la nostra proposta ha un forte valore anche giuridico – chiarisce Beccari – Nel caso Englaro, ad esempio, non essendoci una dichiarazione scritta da parte di Eluana, in sua assenza c’era stata la possibilità, da parte dei giudici, partendo dalle testimonianze di amici e famigliari, di ricostruirne le ultime volontà". 

Una possibilità che, in assenza di una norma specifica, ancora sussiste. Ma che, se venisse approvata la proposta di legge indicata, sarebbe facilmente elusa dai medici obiettori di coscienza.

Il registro solleva un problema giuridico. "A fronte della legge, ferma in Parlamento -  riprende Beccari - la nostra proposta ha un significato preciso: il fatto di aver lasciato in un registro d'un Ente locale, la dichiarazione in cui si  esclude  l’idratazione e la nutrizione forzata, porrebbe il giudice nella condizione di doversi rivolgere alla Corte Costituzionale. Per capire se  tenere in considerazione la volontà del cittadino, espressa nella dichiarazione o, viceversa, quello che prevede la legge in Parlamento” che, ricordiamolo ancora, svincolerebbe, i medici, dal rispettare questo genere d'indicazione.
In definitiva, la proposta del Municipio XI, attraverso l’istituzione di un registro sul testamento biologico, ha una forte valenza tanto sul piano politico culturale,quanto su quello giuridico.
“Sarebbe il primo passo – conclude l’Assessore alle Politiche Sociali - per arrivare a definire l’incostituzionalità della legge medesima”.
 

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