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Ostiense: il Ponte della Scienza sarà dedicato a Rita Levi Montalcini

Al premio Nobel della Medicina, recentemente venuta a mancare, i presidenti dei municipi XI e XV hanno deciso di dedicare il nuovo ponte ciclopedonale. Ma Roma Capitale non li invita all'inaugurazione

Il Ponte della Scienza, costituisce una delle infrastrutture più attese dai residenti della sponda Marconi e di quella Ostiense.

LE DUE RIVE - Se ne parla da tempo, in ragione dei continui ritardi che si sono accumulati nell’esecuzione di un’ opera, di cui lo scorso anno si è già svolta  una cerimonia di inaugurazione. Ma se ne è dibattuto a lungo anche per la funzione che lo caratterizza. Un ponte ciclo pedonale, che mette in comunicazione due rive del fiume Tevere interessate da importanti progetti di riqualificazione. Spesso rimasti a metà, come nel caso dell’ex fabbrica Mira Lanza, che doveva essere assegnata da tempo all’Accademia di Arte Drammatica, ma che non si è più provveduto a risistemare. In altre occasioni è andata meglio e le imponenti vestigia di una Roma operosa, industriale, sono state recuperate. Ed è questo il caso della centrale elettrica Montemartini.

IL DIBATTITO SUL NOME - C’è poi una terza considerazione da fare. Il Ponte della Scienza, è stato anche al centro d'un dibattito, teso all’individuazione del nome cui intitolarlo. Il Consigliere Marco Palma (Pdl), recentemente, aveva avanzato la proposta di dedicarlo alle donne vittime di violenza. L’iniziativa non ha avuto seguito, ma evidentemente non è caduta nel vuoto se, come oggi ci informano i presidenti dei municipi XV e XI, si è deciso di dedicarlo alla memoria di una donna. “I Municipi XI e XV,  come è nella loro possibilità, hanno deciso di  intitolare il nuovo Ponte, finora chiamato ‘della Scienza’, a Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina – scrivono Andrea Catarci e Gianni Paris in una nota congiunta - il nuovo Ponte costituisce un  trait d’union tra Ostiense e Marconi. Da una parte, l’ XI Municipio con l’Università Roma Tre, la Centrale Montemartini e il fermento dei tanti locali d’intrattenimento. Dall’altra, il XV che ha sviluppato rilevanti strutture come  la Città del Gusto, il Teatro India o la multisala cinematografica. Tra l’altro sul  lato del XV Municipio, il Ponte ciclopedonale, di grande interesse per questo quadrante,  poggia nel quartiere dedicato al premio Nobel Marconi”.

TOPONOMASTICA E GENERE - E dunque la scelta di intitolarlo alla Montalcini, è spiegabile sotto diversi punti di vista.  Se da una parte il richiamo ad un’insigne personalità, un premio Nobel, è innegabile, dall’altra dimostra una continuità rispetto al proposito di dedicarlo ad una donna.“Questa volontà, oltre a costituire un tempestivo riconoscimento alla figura di Rita Levi Montalcini, preminente nel panorama mondiale – osservano i due presidenti municipali - richiama la particolare realtà toponomastica  del quartiere Marconi. Qui,  strade e piazze sono dedicate a scienziati uomini e il Municipio XV ha espresso, più volte, la volontà di dare alle donne scienziate la giusta visibilità Per riequilibrare la presenza dei due generi, già  lo scorso anno  è stato  deliberato di  intitolare due nuovi giardini alle scienziate Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, e Laura Maria Caterina Bassi. - ricordano  i due minisindaci.

SNOBBATI I MUNICIPI - "Siamo  particolarmente soddisfatti per questo omaggio dovuto a una personalità femminile tanto eccellente" in una città dove, tra l'altro,  a parte il Ponte recentemente intitolato a Settimia Spizzichino, vi sono pochissime altre infrastrutture intitolate ad illustri personaggi femminili. "Ora dovranno essere gli Uffici capitolini, come è successo per la piazza De André in XV, a seguire l’iter per la deroga necessaria a non dover attendere dieci anni dalla scomparsa del personaggio -  sottolineano Paris e Catarci, che aggiungono - E’ con rammarico, però, che dobbiamo registrare il fatto che nessuno si degni di invitare i Municipi interessati all’apertura di una struttura importante come quella del nuovo Ponte, voluto proprio dai due territori. E allora  - incalzano in chiusura i due minisindaci - perché non ricordare i tre anni di ritardo, accumulati dall’ amministrazione Alemanno che non è riuscita a completare l’opera per il 2010, come era previsto".

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