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Municipio VIII, dimissioni Pace: "Divorati dal loro rancore, ma tra 20 giorni potrebbero ripensarci"

Le opposizioni invitano il presidente Paolo Pace a non tornare indietro rispetto alla decisione presa. Dal centrodestra al centrosinistra ricordati i passi falsi dell'amministrazione penstastellata

Municipio VIII a rischio caos. Le dimissioni del presidente Pace, protocollate nella mattinata di giovedì 16, segnano un passaggio importante. Ma non necessariamente definitivo.  A termini di regolamento c’è la possibilità di ritirarle entro venti giorni. Un periodo sufficientemente lungo per provare a ricucire lo strappo con il gruppo dei 9 consiglieri penstastellati. Un’opzione che, inevitabilmente, non  incontra il favore dei consiglieri d’opposizione.

NO AGLI INUTILI BALLETTI - “Dispiace sul piano umano per la persona di  Paolo Pace – premette il Capogruppo di Fratelli d’Italia Alessio Scimè – ma considerando la costante opposizione interna dell’ala integralista dei 5 stelle, è stato un atto dovuto. Speriamo che arrivati a questo punto non si cominci con degli inutili balletti ed anzi chiediamo che, ai cittadini, sia data possibilità di voto prima possibile”.

AVANTI SENZA RIPENSAMENTI - La richiesta di nuove elezioni arriva anche dal centrosinistra. Appresa la notizia, il Partito Democratico si è subito mosso indicendo una conferenza stampa. “Prendiamo atto che dopo tanti mesi trascorsi a litigare, sono state protocollate le dimissioni da parte del presidente Pace – premette la capogruppo Annarita Marocchi, raggiunta telefonicamente prima della conferenza stampa  – Per il bene del Municipio ed anche della città, gl ichiediamo di portare avanti coerentemente questa decisione.  E quindi di lasciare definitivamente l’incarico. In questo periodo i Cinque Stelle  sono riusciti a chiudere due ludoteche, il centro Alzheimer, hanno bocciato l’atto sui Mercati Generali ed anche quello sulla riapertura del parco di  Tor Marancia. Il loro fallimento – conclude la capogruppo democratica – era già stato certificato dai fatti”.

UN'ESPERIENZA DA INTERROMPERE - L’analisi di Forza Italia s’inscrive nello stesso solco. “La frammentazione dei Cinque Stelle, nel corso degli ultimi mesi è stata sotto gli occhi di tutti – osserva Maurizio Buonincontro, capogruppo di FI – hanno disatteso le aspettative dei residenti, per com’erano state annunciate nel loro programma elettorale. Il risultato è stata questa continua contrapposizione che ha portato ad un lungo periodo d’inattività cosa che, a lungo andare, condiziona il buon andamento dell’amministrazione. In questo modo infatti – osserva Buonincontro  – si è rinunciato a prendere posizione su questioni importanti che stanno attraversando il territorio. Quell’esperienza, per queste ragioni, va interrotta”.

LE CONSEGUENZE DEL RANCORE - Lapidario il commento dell’ex presidente Andrea Catarci. “Sono stati divorati dal loro stesso rancore . Un livore che nelle ultime settimane era cresciuto a dismisura ma che di base c’è sempre stato nei confronti di chi non è un pentastellato. Adesso però hanno indirizzato quest’atteggiamento tracotante verso loro stessi. Se poi è deflagrato – osserva Catarci –è per le difficoltà che hanno incontrato nel gestire servizi ed opere all’interno del territorio. Ma anche per il comportamento di un’opposizione che non è stata cieca e che al contrario con intelligenza ha posto i temi importanti del territorio al centro del dibattito. Dall’I60, che ha portato alla loro prima rottura, agli ex Mercati Generali. Ora la frattura è arrivata, ma non è detto che siamo in presenza dello scontro finale – avverte l’ex Minisindaco – le dimissioni protocollate potrebbero essere il loro penultimo passo falso. Se decideranno di ritirarle, allora la speranza è che lo facciano per incominciare davvero a governare questo territorio. Altrimenti – conclude Catarci, in accordo con i leader degli altri schieramenti d’opposizione – sia data la possibilità ai cittadini di tornare al voto”.
 

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