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Genitori morosi, bimba finisce sul sito di Roma Capitale. Il Municipio replica

Il presidente del Municipio stigmatizza la vicenda. Ciaccheri: "Noi siamo il municipio dell'accoglienza e dei diritti uguali per tutti"

La retta della mensa non viene pagata ed il caso finisce sul sito. Succede ad una bambina di 9 anni, di origini africane, il cui nome e cognome sono stati pubblicati sul sito di Roma Capitale. Una vicenda che ricorda quanto recentemente successo a Lodi, amministrazione guidata da un sindaco leghista.

Un accostamento "ridicolo"

Secondo Amedeo Ciaccheri però, l'accostamento tra la sua amministrazione municipale, quella cioè dove si è verificata la vicenda, e "le procedure discriminanti messe in atto dal Comune di Lodi" è semplicemente "ricicolo". La differenza, secondo Ciaccheri, risulta lampante. "Lodi è guidata da un Sindaco e una forza politica che vogliono perseguire i più deboli, mentre nel Municipio Roma VIII di fronte a un’ingiustizia come questa ci mobiliteremo per tutelare chi è più fragile garantendo uguali diritti e doveri a chiunque abiti nel nostro territorio".

La procedura vecchia

Sul piano operativo, il minisindaco del Municipio VIII ha annunciato "un'istruttoria interna per accertare responsabilità e funzionari coinvolti che dovranno rispondere relativamente di eventuali procedure distorte".  Anche se non è più stata ripristinata, all'interno del perimetro municipale, durante l'ultima consiliatura di Andrea Catarci, era stata posizionata una targa che semplicevemente ricordava come, quello, fosse "il Municipio dei diritti". Ciaccheri si posiziona sullo stesso solco.

Il Municipio dei diritti uguali per tutti

"Il nostro è il Municipio dell'accoglienza e dei diritti e doveri uguali per tutti. Fortunatamente questa grave vicenda, che fa i conti con procedure volute prima del mio insediamento – sottolinea il Minisindaco - è per noi l'occasione per denunciare l'urgenza di porre fine a pratiche discriminatorie".

Interviene la sindaca

Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca che, nello stigmatizzare l'episodio, ha voluto ricordare quali sono le responsabilità istituzionali.  “La pubblicazione dell’atto sul portale web di Roma Capitale, in cui vengono riportati i dati sensibili di una bambina, costituisce una grave violazione della privacy e della tutela dei minorenni. Il documento è stato inserito sull’albo pretorio da parte degli uffici del Municipio VIII - ha sottolineato la sindaca - Abbiamo avviato gli accertamenti finalizzati a individuare precise responsabilità”. 

"La decisione del Municipio VIII di pubblicare l'atto è inqualificabile"

Oltre a "condannare con fermezza ogni azione che possa ledere i diritti dei minorenni o generare qualsiasi forma di discriminazione" la sindaca ha tenuto, come prima di lei Ciaccheri, ad allontanare ogni possibile  accostamento con quanto avvenuto a Lodi. “Voglio essere molto chiara: le analogie con altre Amministrazioni costruite da alcuni organi di informazione sono del tutto fuori luogo. La decisione del Municipio VIII di pubblicare l’atto – ha ribadito Raggi – è inqualificabile e inaccettabile. La nostra azione politica si basa sul contrasto a ogni forma di razzismo e discriminazione. Allo stesso tempo la privacy dei minorenni deve essere sempre garantita”.  

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