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Tiberis: per fare spazio a sdraio ed ombrelloni ignorate le tutele su ambiente e paesaggio

La Soprintendenza chiede al Comune di smantellare la spiaggia sul Tevere. Occorre infatti ripristinare i "delicati processi ecologici ed ambientali" attualmente alterati

Non c'erano soltanto piante infestanti sotto ponte Marconi. L'area golenale che ha ospitato Tiberis, al contrario, era parte di un "paesaggio fluviale da preservare", anche sotto il profilo ambientale. Lo chiedeva il Piano Regolatore Generale e lo ha recentemente ribadito anche la Soprintendenza Speciale di Roma. 

I costi ambientali

L'accesso agli atti che l' associazione  Amici del Tevere ed il Consorzio Tiberina hanno effettuato, sta facendo emergere novità interessanti. Oltre all'esborso economico sostenuto per creare la spiaggia, vanno presi in considerazione anche i costi ambientali.   Per fare spazio alle sdraio ed agli ombrelloni, si è infatti provveduto ad estirpare ogni tipo di vegetazione esistente. Ma così facendo, l'amministrazione cittadina non ha tenuto in adeguata considerazione il delicato contesto ambientale".

I costi sostenuti per realizzare Tiberis

La necessaria tutela della vegetazione ripariale

Sono vari gli strumenti urbanistici che ne avevano chiesto una particolare attenzione per quel sito. Il PTPR, qualificando l'area come "Paesaggio naturale di continuità" aveva rivendicato particolare attenzione alla conservazione ed alla tutela della vegetazione ripariale ed alla morfologia dei luoghi la cui alterazione – recentemente ricordato la Soprintendenza – è annoverata tra i fattori di rischio".

La vegetazione e la piena del fiume

C'è un terzo strumento urbanistico che avrebbe dovuto contribuire alla tutela dell'area: il PTP. Nella fascia più a ridosso del fiume, considerata di maggior pregio e dall'equilibrio più fragile", i cosiddetti Piani territoriali paesistici chiedevano di puntare sulla "conservazione della vegetazione ripariale esistente", di realizzare una "seconda fascia a risosso del fiume" e di conservare un'ampia fascia, compresa tra le prime due. Sarebbe stata necessaria alle fasi di espansione delle acque di piena del fiume.  Invece per realizzare Tiberis non si è tenuto conto di praticamente nessuna di queste indicazioini.

Estirpazione indiscriminata e radicale

L'amministrazione ha mostrato così di non prendere in considerazione le varie indicazioni fornite dai diversi strumenti urbanistici. Di fatto, come ha sottolineato il Soprintendente speciale Prosperetti  "l'estirpazione della vegetazione è stata indiscriminata e radicale" non distinguendo tra vegetazione infestante e quindi estirpabile e vegetaziine golenale tipica delle zone umide, che va invece tutelata". Peraltro le piantumazioni a verde sono state del tutto inesistenti, dal momento che, al loro posto, sono stati messi fiori e piante in vaso. . Per tutte queste ragioni la Soprintendenza .chiede all'amministrazione di presentare un progetto per il ripristino dello stato dei luoghi. Via gli ombrelloni ed i campi da beach volley, per ristabilire quei "delicati processi ecologici ed ambientali" che Tiberi ha inevitabilmente alterato.

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