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Municipio VIII, un anno di Ciaccheri: "Abbiamo ridato valore ai tanti volti della comunità"

Il Minisindaco racconta il primo anno di esperienza alla guida del Municipio VIII, tra rifiuti, questioni urbanistiche e manutenzione del verde. Ciaccheri: "Siamo ripartiti grazie alla comunità territoriale"

L'11 giugno del 2018 i residenti del Municipio VIII hanno eletto il loro presidente. Da allora, a governare il territorio che, da Ostiense all'Appia Nuova, abbraccia quartieri come  Garbatella, San Paolo, Tor Marancia, Montagnola e Roma 70, è arrivato Amedeo Ciaccheri. E' attualmente il presidente municipale più giovane della Capitale. Più giovane però, non significa meno esperto. E Ciaccheri, già portavoce del Centro Sociale La Strada, il territorio aveva avuto modo già di conoscerlo. Prima tra i banchi della maggioranza e poi, durante l'amministrazione pentastellata, tra quelli dell'opposizione. 

Ciaccheri che Municipio ha trovato al momento del suo insediamento e quali sono state le prime cose a cui ha dovuto metter mano?

Ho trovato un Municipio fermo.  Venivamo da un anno di commissariamento che era seguito al periodo di amministrazione di Paolo Pace. Le questioni urbanistiche erano in gran parte bloccate o comunque gestite in maniera indipendente dalla dimensione territoriale. Penso ad esempio alla vicenda di Piazza dei Navigatori.  Più in generale l'ordinaria manutenzione si era farmata perchè scontava l'assenza di un referente politico che guidasse l'azione amministrativa.

La fase commissariale quindi le ha lasciato in dote un territorio diverso da come se l'aspettava?

Diciamo che la città, negli anni, ha visto il cristallizzarsi di alcuni problemi, anche per una gestione che non ha consentito la salvaguardia dei servizi minimi. Penso alla cura del verde ma anche al tema dei lavori pubblici. Il nostro impegno è quindi consistito nel puntare su energie positive, sulla comunità locale,  per riavviare battaglie in grado di contrastare lo stato di abbandono del territorio.

Durante la presidenza di Paolo Pace avevate lanciato una coalizione civica, poi lei ha puntato, per l'elezione, anche alla creazione della lista Super 8. Che valore ha "la comunità" nel suo territorio?

E' grazie al lavoro fatto insieme ai tanti volti della comunità territoriale che siamo riusciti a riportare l'attenzione sugli interventi che andavano fatti nel quotidiano. Quando parlo di comunità territoriale includo le scuole, le associazioni dei commercianti, le comunità parrocchiali, i comitati che si prendono cura del verde e che si interessano delle vicende urbanistiche. Mancano però interventi strutturali di cui la città ha bisogno e sui quali abbiamo ancora tanto terreno da recuperare. Mi riferisco, ad esempio, allo stato dei parchi che sconta l'assenza in Comune di un assessore all'Ambiente. Ma anche alla gestione dei rifiuti.

Restiamo su quest'ultimo tema. Quando lei si è insediato le strade erano invase dai rifiuti. All'epoca, in Campidoglio,  c'era l'assessora Pinuccia Montanari. Oggi Montanari non c'è più, ma i rifiuti sono tornati. C'è il rischio che si ripeta quella situazione?

Il rischio è cogente e l'ho rappresentato alla Sindaca. Mercoledì 18 invece, alle 17, torneremo a parlarne con la cittadinanza, in occasione di un'assemblea che si svolgerà in Municipio. Vogliamo riprendere in mano la questione perchè anche se sono cambiati i vertici di Ama, continuiamo a pagare vecchi problemi. Di fondo scontiamo l'errore che fa l'amministrazione capitolina nel non decentrare le competenze nella raccolta dei rifiuti. I municipi vanno invece coinvolti. Poi manca un piano industriale da troppo tempo e per una metropoli come Roma è un danno gravissimo. D'altra parte gli stalli del nostro municipio già raccontano che c'è un'emergenza crescente che, se non si risolve, rischia di degenerare creando problemi seri di igiene pubblica.

Questo è un territorio in cui sono presenti tante vertenze, alcune di lunghissimo corso. Abbiamo parlato tante volte dell'ex fiera di Roma, degli ex Mercati Generali...sembra sempre tutto bloccato. Che idea si è fatto e cosa può fare il Municipio per far partire quei cantieri?

Credo che serva un'iniezione di responsabilità da parte della politica cittadina. L'assessore all'Urbanistica deve raccogliere il nostro invito, emerso anche a seguito di un'assemblea municipale. L'ex Fiera di Roma può essere un'occasione se, la trasformazione urbanistica, viene accompagnata da una progettazione che tenga in considerazione la viabilità e la trasportistica. Non si è fatto con piazza dei Navigatori ed ora bisogna lavorare per avviare la progettazione di un Masterplan. Ma deve precedere l'avvio dei cantieri sull'ex Fiera di Roma che, vale la pena ribadirlo, devono rispettare i 44mila mq di SUL previsti dalla Delibera di Berdini. Per quanto riguarda gli ex Mercati Generali, la vicenda giudiziaria che ha colpito il presidente dell'Assemblea Capitolina per i presunti episodi corruttivi, getta ombre su un progetto che era arrivato alla conclusione del suo iter autorizzativo. La priorità quindi è che si faccia chiarezza.

Presidente, lei una decina di giorni fa ha trovato il suo motorino carbonizzato. Ha commentato quell'episodio dicendo che si è trattato di  "un gesto preciso di intimidazione nei miei confronti". Perchè pensa che ci sia qualcuno che voglia intimidirla?

Penso che la dinamica purtroppo richiama brutte vicende che il nostro paese ha già conosciuto. Quando un amministratore pubblico, portavoce della comunità territoriale, viene colpito davati il portone di casa con un gesto mirato, la sensazione immediata è che ci sia l'intenzione di intimidire l'amministrazione che rappresento. Gli inquirenti comunque stanno facendo le loro indagini ed io ho piena fiducia nel loro operato. Registro comunque la crescita di fenomeni di prevaricazione e d'intimidazione. Penso ad aesempio alle esternazioni che hanno colpito la Sindaca, a cui va tutta la mia solidarietà. Il clima è esacerbato e la politica ha la responsabilità di capire anche perchè si è arrivati a questo punto, perchè questo clima monta verso chi, nell'amministrazione pubblica, fa scelte di difesa di valori e di posizioni politiche che nel paese, in questo momento, non sonon maggioritarie. Dobbiamo quindi interrogarci sulla responsabilità della poltiica in questa fase storica, per puntare alla riconnessione delle comunità e per rifarle vivere dentro un reale progetto di cambiamento. Io non ho dubbi sul percorso intrapreso dalla nostra comunità ed i tanti attestati di solidarietà che ho ricevuto dimostrano, so che sono stati rivolti a chi cerca di rappresentare e difendere  diritti e bisogni di un intero territorio. Questo gesto, oggi,  ci spinge a lavorare con ancora più convinzione nella direzione intrapresa.

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