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Garbatella, raccolta fondi per il campetto dell'oratorio: "Lì tirò i primi calcio il grande Ago"

Due giorni di spettacoli per finanziare la sistemazione del campetto su cui si sono sfidate generazioni di romani. Moccia (CdQ Garbatella): "Qui hanno giocato anche Agostino Di Bartolomei ed i fratelli di Chiara. E' un simbolo per il quartiere"

Il campo da gioco dell'oratorio San Filippo Neri

C'è un campetto, alla Garbatella, che ha bisogno di manutenzione. Non è un semplice rettangolo da gioco. E' il campo dell'oratorio del San Filippo Neri. E rappresenta un pezzo importante nell'identità dello storico quartiere. 

I lavori sul campetto

"Vogliamo migliorare l'illuminazione, rifare il fondo del terreno, lavorare sull'impianto di irrigazione. E contiamo di farlo prima che si festeggi il centenario" spiega Paolo Moccia, presidente del Comitato di Quartiere della Garbatella. Per riuscirci sono state organizzate due serate all'insegna della musica e del cabaret. "La fondazione Lando Fiorini che con il PUFF – lo storico locale dove si esibiva il cantautore – da 61 anni porta avanti iniziative a sostegno della romanità, ha deciso di darci una mano". E così, insieme al Comitato per il Centenario della Garbatella ed all'associazione sportiva Astro, si è deciso di organizzare due serate di appuntamenti.

La raccolta fondi all'insegna della romanità

Sabato 15 giugno alle ore 21 e domenica 16 giugno alle ore 18, nell'aula Columbus di via delle Sette Chiese 101d, accanto all'oratorio San Filippo Neri, si svolgeranno due serate di spettacoli. Il ricavato, sarà destinato alla sistemazione del piccolo rettangolo da gioco. "Per il nostro quartiere si tratta di un simbolo – ha ricordato Paolo Moccia – l'oratorio esiste dal 1935 ed il campetto è sempre stato qui presente". Al suo interno si sono combattuti gli appassionati "tornei microbi, atomi e, come amava chiamarli padre Guido, anche i tornei dei purcini, rigorosamente con la erre". Lì si sono giocate le sfide tra Garbatella e Tor Marancia. E come se non bastasse "è sempre qui – ha ricordato Paolo Moccia – che hanno giocato Leandro Rosi, i fratelli Di Chiara ed il grande Ago". L'indimenticabile capitano del secondo scudetto giallorosso. 

La storia del campetto simbolo del quartiere

E' stato in quel rettagolo da gioco che oggi si vuole sistemare, che Agostino di Bartolomei ha tirato i primi calci ad un pallone. "Lo lasceremo in terra – ha spiegato Moccia - perchè così deve restare un campo dell'oratorio, un posto di terra e polvere, come diceva  Francesco De Gregori nella sua canzone". Solo che, a differenza di quello della "leva calcistica del 68", alla Garbatella non bisognerà aspettare "che poi magari piove". Nel futuro del campetto dell'oratorio, infatti, c'è in serbo un bell'impianto d'irrigazione. E non solo. 

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