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Garbatella, via le barriere architettoniche dal parco: Cavallo Pazzo diventa un "parco inclusivo"

Casetta Rossa Spa vuole abbattere le barriere del parco che ha in gestione. Organizzato un aperitivo solidale per finanziare il progetto che renderà area verde e giochi accessibili a tutti

Solidarietà e buon cibo. Casetta Rossa punta sulla formula di successo, già sperimentata col pasto sospeso, per centrare un nuovo obiettivo. Rendere l'area verde di Cavallo Pazzo realmente inclusiva.

Un aperitivo solidale

Questa volta per raggiungere la meta, non sarà necessario ricorrere a testimonial d'eccezione come lo chef Rubio o lo scrittore Erri del Luca. Si punta infatti sulla comunità che ruota attorno allo spazio sociale di via Magnaghi 14. A loro si rivolge Casetta Rossa con l'apertivo organizzato per domenica 3 dicembre. Per contribuire a realizzare l'obiettivo infatti, questa volta, basta partecipare all'iniziativa enogastronomica, il cui prezzo è stato fissato in dieci euro.

Cosa prevede il progetto

A cosa serve l'aperitivo? "I soldi saranno interamente devoluti a realizzare il progetto che renderà il parco Cavallo Pazzo inclusivo " spiega Luigi Di Paola, presidente della commissione sociale, sport e ambiente del Municipio VIII "il progetto prevede di dotare l'area verde di percorsi che consentano a chi si sposta sulla carrozzina ortopedica, di accedere all'area interna e soprattutto a quella giochi che sarà arricchita con nuovi arredi ludici". 

La rete solidale

La trasformazione di Cavallo Pazzo in un parco inclusivo, ha visto il coinvolgimento di vari soggetti, tra cui la consulta della disabilità ed il disability pride. Si tratta dela rete in cui convegono diverse professionalità impegnate nell'abbattimento delle barriere architettoniche e nei processi d'inclusione sociale delle persone con disabilità. 

L'accoglienza delle persone con disabilità

Non ci sarà soltanto il lavoro sugli arredi e sui percorsi, finalizzati a ridurre le pendenze e ad utilizzare ampiezze sufficienti al passaggio della carrozzina ortopedica. "L'idea è di coinvolgere anche dei volontari – in questo caso reclutati tra le file di Casetta Rossa – che possano, su richiesta, accompagnare le persone con disabilità fino allo spazio che intendono raggiungere" ricorda Di Paola. Un modo per ricordare che, l'eliminazione delle barriere, non basta a garantire l'inlcusione. Perchè si realizzi è infatti necessario anche impegnarsi sul piano relazionale. Cosa che, questo progetto "includente", sembra intenzionato a fare.
 

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