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Tagli, reparti chiusi e macchinari inutilizzati: il Cto, ospedale a metà

Più di un anno fa venne chiuso il Pronto soccorso medico. Venezia dell'Usb: "A gennaio chiusa cardiologia". "L'eliporto serve gli altri ospedali e i piani vuoti ospitano macchinari inutilizzati", racconta un lavoratore

L'ospedale Cto in via San Nemesio

Il Cto di via San Nemesio è un centro d'eccellenza per l'ortopedia e la specializzazione traumatologica, ma è configurato a tutt'oggi come "presidio integrato del Sant'Eugenio". Più di un anno fa, il 10 gennaio 2011, arrivò l'ufficialità della chiusura del Pronto soccorso medico e del reparto di breve osservazione, nell'ambito del piano di riassetto della rete ospedaliera firmato dalla governatrice Renata Polverini.

Oggi l'ospedale della Garbatella, che serve i cittadini del Municipio XI e non solo, mantiene dunque soltanto il Pronto soccorso specializzato in ortopedia. In pratica: se ci si rompe una gamba si va al Cto, se al contempo viene riscontrata anche una particolare patologia non si può ricevere l'assistenza di un pronto soccorso medico, quindi si viene dirottati al Sant'Eugenio, al San Camillo, al San Giovanni o al Campus Biomedico.

Da una parte c'è l'esigenza di un rientro dal deficit finanziario del comparto sanità regionale, dall'altra quella di tutelare il personale medico cercando di scongiurare tagli gravosi. In mezzo c'è il diritto alla salute dei cittadini e il mantenimento dei posti letto necessari (tagli permettendo).

"UN OSPEDALETTO DI SERIE B" - Ma com'è oggi la situazione al Cto? "Il piano di rientro per il Cto continua - dice Sabino Venezia, responsabile sanità per il Lazio dell'Usb - e non ci aspettiamo un'inversione di marcia dalla direzione generale e dalla Regione. Il Cto rischia di diventare un ospedaletto di serie B inutile per la popolazione e ulteriormente ridimensionabile - continua - a fronte degli interessi dei privati sempre più in aumento. Basti pensare che nel mese di gennaio 2012 è stato chiuso il reparto di cardiologia, mentre neurochirurgia passerà gradualmente al Sant'Eugenio con il taglio ulteriore dei posti letto". "La politica ha fatto tagli lineari basati su ragionamenti economici e basta, senza fondarsi su logiche tecnico-scientifiche: si taglia e stop", conclude il rappresentante sindacale.

UN LAVORATORE DEL CTO RACCONTA - Un lavoratore dell'ospedale della Garbatella ci descrive la situazione odierna, a suo dire "drammatica e paradossale". "Qui da agosto 2011 non arrivano più le ambulanze del 118 perché non c'è più il pronto soccorso medico - racconta - ma in compenso arriva l'elicottero. Il paziente viene caricato su un'ambulanza e portato al San Camillo, al San Giovanni o al Sant'Eugenio. Non sono sprechi questi?". L'eliporto del Cto è stato inaugurato nel 2010 dalla presidente Polverini, per la terza volta dopo i lavori di ristrutturazione. Una sorta di "eliporto-centro di transito", dunque, come emerge dal racconto fattoci dal lavoratore, che preferisce rimanere anonimo.

"Hanno dimezzato anche l'attività di un settore d'élite - prosegue il lavoratore - come quello della chirurgia della mano. E vogliamo parlare delle strutture vuote? Al primo piano, dove c'era l'ex medicina con 20 posti letto inaugurata e chiusa l'anno dopo, c'è solo una stanza occupata e poi è tutto vuoto. Al secondo piano poi, i 12 posti della rianimazione e i 6 della terapia intensiva sono diventati 6 in totale e il reparto dove prima c'era la rianimazione ospita soltanto macchinari inutilizzati e la stanza del primario".

IL PARERE DI CATARCI - "Al Cto ci si va solo con mezzi propri - dice il presidente del Municipio XI Andrea Catarci - perché le ambulanze vengono dirottate soprattutto sul Sant'Eugenio, congestionando quel pronto soccorso dove peraltro ci sono dei lavori di ristrutturazione. La situazione è paradossale perché sul territorio municipale c'è un'elevata percentuale di popolazione anziana, già colpita dalla chiusura di un reparto fondamentale come quello della breve osservazione con il taglio di circa 20 posti letto, oltre al pronto soccorso. Eppure il bacino di utenza e gli accessi dei pazienti in questo ospedale sono molto elevati". Uno sguardo alla segnaletica all'ingresso del presidio, infine. "C'è ancora scritto che al Cto esiste un pronto soccorso medico e tutti i reparti", conclude Catarci.

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