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Caso Cucchi: il Municipio VIII chiede l'intitolazione di una strada

Il Municipio VIII si schiera con i famigliari di Stefano Cucchi, a cui chiede di dedicare la strada difronte al Ministero della Giustizia. Chiesto inoltre un codice identificativo per le forze dell'ordine

Diritti umani, solidarietà, intitolazioni delle piazze e codici identificativi per le forze dell’ordine. Il “caso Cucchi” approda in Aula consigliare e lo fa con la carica dirompente che la vicenda sa generare. Si parte dalla votazione di un documento, avvenuto in giornata.  

L'INTITOLAZIONE DELLA STRADA - “Il Consiglio del Municipio Roma VIII – fanno sapere il Presidente Catarci, il capogruppo PD Federico Raccio ed il Consigliere di SEL Amedeo Ciaccheri – ha approvato una mozione in cui esprimere solidarietà alla famiglia Cucchi”. L'assoluzione di tutti gli imputati nel processo d'appello e le recenti dichiarazioni del Procuratore capo di Roma Pignatone, hanno contribuito a riaccendere il dibattito sulla morte del geometra romano. E proprio a Stefano Cucchi che l'aula ha richiesto di “intitolare via Golametto, la via d’accesso al Palazzo di Giustizia.”

I DIRITTI DEI CARCERATI - I legittimi sospetti che la morte del giovane sta suscitando, ha permesso di tornare anche su un altro tema, molte volte sollevato nell'aula consiliare di  via Benedetto Croce: i diritti dei carcerati. “Nel rinnovare l’impegno storico sulla questione carceraria” - scrivono Catarci, Raccio e Ciaccheri  viene formalizzato “l'impegno del Municipio  a promuovere incontri pubblici relativamente al tema dei diritti umani, in particolare per quel che riguarda il reinserimento dei detenuti e gli abusi compiuti ai danni di persone in stato di fermo o agli arresti”.

LE FORZE DELL'ORDINE -  Al fine di favorire questo dibattito, il Municipio si dice disposto a “coinvolgere le associazioni che lavorano sul territorio,  al fine di sensibilizzare i cittadini e la pubblica opinione su questi argomenti”. Ma c'è di più. Il Municipio entra nel merito di una questione da anni dibattuta e mai realmente affrontata, aderendo all’appello internazionale per l’obbligo di un codice identificativo per le forze dell’ordine in Italia. Il Municipio, infine,  chiederà a Roma Capitale di fare altrettanto”.

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