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"Resistere è anche un destino": al Moby Dick l’opera prima di Andrea Catarci

L'ex presidente del Municipio VIII esordisce con un libro di Memorie. persone umili che con le loro vicende umane esemplari delle generazioni vissute a cavallo tra i primi del Novecento e gli anni 80.

Un esordiente di comprovata esperienza. Andrea Catarci, tre volte presidente del Municipio VIII, muove i primi passi in letteratura. Lo fa sostenuto dagli amici di sempre, lo scrittore Erri de Luca ed il vicegovernatore del Lazio Massimiliano Smeriglio. Un narratore ed un politico. Le due anime che, l’autore di “Resistere è anche un destino” , prova a far convivere.

Hai scelto un titolo che sembra una confessione. Da quale dei tuoi parenti ha ereditato questo DNA Resistente?
Sicuramente dai nonni, anche se li ho conosciuti poco. Nel libro raccolgo un po’ di aneddoti sulle loro vicende, che si sono sviluppate nel Novecento in una cornice compresa tra Trastevere, Monteverde ed Anguillara.

Quindi hai deciso di esordire puntando su un libro di memorie…
Diciamo che finora ho scritto di tutto, rapporti lavorativi e politici, moltissimi comunicati…mi mancava un libro. L’idea di realizzarlo è venuto quando mio padre si è ammalato. Volevo rimettere insieme un pezzo di storia della mia famiglia che, in gran parte, mi è stata raccontata perché i nonni li ho persi da bambino. Però le loro vicende umane, durissime, mi hanno insegnato molto.

Chi erano i tuoi nonni?
Erano persone umili, uno scalpellino che ha lavorato tutta la vita in una cava di pietra. L’altro invece, come il padre e poi il figlio, conduceva un calesse. Racconto quindi le loro storie semlici che parlano di lavoro duro, manuale. In un periodo complicato dalla guerra, anzi dalle guerre perché uno dei miei nonni ha vissuto anche quella del 15-18.

Un pezzo di storia del Novecento.
Esatto. Nel libro le loro vicende umane, le loro scelte di antifascismo e Resistenza, si intrecciano con quelle di altri amici che hanno vissuto in situazioni altrettanto complicate, sotto i bombardamentei di San Lorenzo nel luglio del 43 piuttosto che nascosti nel ghetto. Storie ordinarie ed allo stesso tempo esemplari. Perché la storia, come insegnava Manzoni, non è solo quella delle èlite.

Storie di ordinaria Resistenza verrebbe da dire...
Storie di persone comuni. Vicende umane che sono esemplari di quelle generazioni che hanno vissuto tra i primi del Novecento e gli anni Ottanta.

Ma tu che rapporto hai avuto con loro?
Come dicevo sono venuti a mancare quando avevo 10-12 anni, per cui alcuni ricordi sono diretti, altri invece tramandati dalle classiche cene famigliari. Con loro avrei voluto parlare anche delle vicende contemporanee, ma non c’è stata occasione per farlo. Anche per questo nel libro ho inserito delle discussioni immaginarie che avrei  desiderato avere con loro, ad esempio sulla contestazione degli anni Settanta e sullo scontro di classe.

Torniamo ad oggi. O meglio, a domani. Il libro sta uscendo e nel pomeriggio di giovedì 6 è previsto il suo lancio al Moby Dick. Poi sarà distribuito in libreria?
Non è casuale la scelta degli ex Bagni Pubblici di Garbatella, un luogo a me caro, che siamo riusciti a restituire alla collettività, con una nuova veste. All’incontro saranno presenti Walter Tocci e Marta Bonafoni e sarà un’occasione utile, partendo dal libro, per parlare di Roma, del Novecento, dell’Antifascismo e della Resistenza. Per quanto riguarda invece la distribuzione, sarà possibile trovarlo dal lunedì in libreria edin vari punti di ritrovo del nostro territorio. Come nella palestra popolare della Montagnola o il ristorante Rosa Rossa di Tor Marancia o ancora a Casetta Rossa.

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