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Elezioni Municipio VIII, solo 19 penstastellati scelgono il candidato alla presidenza

Niente votazioni online: la scelta ricade su Enrico Lupardini

Il nome di Enrico Lupardini per la candidatura alla presidenza del Municipio VIII circolava da mesi. Nessuna sorpresa che sia stato quindi l'ex presidente del Consiglio municipale, attivista pentastellato di lungo corso, a vincere "la sfida" interna al M5s. Le modalità con cui la decisione è maturata, stanno però alimentando delle perplessità.

Un talebano "sui generis"

Enrico Lupardini si è imposto con il voto della maggioranza relativa dei grillini. Diciannove preferenze su cinquantacinque votanti. Tanti sono stati gli attivisti che, incontrandosi nella solita bocciofila di San Paolo, lunedì 23 apriel hanno potuto esprimersi sul candidato alla presidenza e sulla futura lista pentastellata. Enrico Lupardini ha sconfitto l'ex consigliere "talebano" Marco Salietti, fermatosi a 15 voti. E' stato quasi un testa a testa anche se, il numero limitato dei votanti, rende piuttosto difficile valutare l'effettiva consistenza di questa vittoria. Lupardini è infatti un attivista di lungo corso, da anni presente nelle principali vertenze del territorio. Come Salietti è tra i consiglieri che hanno sfiduciato l'ex minisindaco Paolo Pace. Ma è difficile considerarlo "un talebano" di stretta osservanza.

Le critiche interne

La vittoria di Lupardini è comunque maturata in seno ad un gruppo molto ristretto. Con modalità che non sono piaciute piaciuta neppure ad alcuni pentastellati. E' il caso dell'ex consigliere municipale Massimiliano Morosini che ha definito il metodo "oggettivamente improvvisato, poco partecipativo  e poco inclusivo". Morosini, "un talebano",  ha infatti ricordato che  "non si sono volute seguire le regole statuarie che prevedono la selezione in rete delle candidature". Alla fine hanno votato 55 persone in un municipio che conta oltre 130mila abitanti. " Un sistema un po' troppo da sezione di partito della prima Repubblica".

"Alla faccia della partecipazione"

La votazione riservata ai soli attivisti presenti nella riunione di San Paolo, ha attirato anche le critiche dei futuri competitor. Su tutti si segnala quella di Amedeo Ciaccheri, impegnato sabato 28 aprile nelle primarie di coalizione. "Alla faccia della partecipazione" ha fatto notare il candidato di Sinistra Civica che sfiderà Enzo Foschi (PD). "Parlavano di trasparenza, democrazia diretta, consultazioni, streaming e poi dopo un anno di commissariamento, dopo essere spariti da tutte le battaglie sul territorio, fanno una bella riunioncini ed in 19 scelgono ad alzata di mano".  Ciaccheri  ha gioco facile nel contrapporre le primarie di coalizione alla modalità adottata dai Cinque stelle. "Questo sabato 28 aprile alle primarie della Coalizione per un Nuovo Municipio diamo una bella lezione di democrazia a chi governa la città, dalle 7 alle 22, in una consultazione pubblica, aperta, diffusa in ogni quartiere perché occuparsi del bene comune è una cosa seria, non un gioco per nuovi piccoli burocrati”.

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