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Il Che Guevara ricorda Fausto e Iaio

A trentacinque anni dalla morte, il Circolo di Rifondazione ricorda i due giovani, barbaramente assassinati. Fontana “li ricordiamo anche per quel coraggio, che oggi vorremmo fosse recuperato”

Il 18 marzo di trentacinque anni fa, morivano, uccisi da alcuni colpi di pistola, due studenti milanesi, impegnati socialmente e politicamente attivi con lo storico centro sociale Leoncavallo.

LE INCHIESTE SCOMODE - A distanza di tanti anni, non essendo riusciti ad individuare i responsabili di quell’omicidio, rimane il ricordo di due giovani vite spezzate. Una morte che, anche senza colpevoli, consegna un messaggio importante alle giovani generazioni.  “Io sono del 72, quindi la prima volta che lessi di Fausto e Iaio era qualche anno più tardi – riconosce Luca Fontana, coordinatore del Circolo di Rifondazione Comunista della Montagnola - La loro vicenda, come quella di Valerio Verbano e Peppino Impastato, era quella di ragazzi che non avevano paura di inseguire i propri sogni ed anche di investigare, perché Peppino sfidò la mafia, Valerio fece indagini su servizi segreti e spaccio a Roma ed anche Fausto e Iaio stavano realizzando una ricerca sull’eroina che li portò a interessarsi di alcuni covi fascisti a Milano, dove svolgevano la loro attività politica”.

IL CORAGGIO DA RECUPERARE - Un filo conduttore, lega le sorti dei personaggi che il segretario del Che Guevara nomina. Forse più di uno.  “Nonostante le minacce questi ragazzi, perché Fausto e Iaio quando vennero assassinati avevano solo 18 anni, non si fermarono mai  – sottolinea Fontana, che aggiunge –nell’inchiesta sul loro omicidio, la Forleo, nell’archiviare la sentenza, scrisse che furono trovati elementi indiziari, ma non prove sufficienti per condannare gli imputati. Dunque, non è che non fu trovato niente. Anche in assenza di colpevoli, possiamo affermare che quell’omicidio maturò negli ambiti dell’ estrema destra e fu legato alle inchieste sullo spaccio di stupefacenti che fausto e Iaio stavano portando avanti. Con molta determinazione e coraggio, che purtroppo  abbiamo perso. Ci piace ricordarli – conclude il segretario del circolo Che Guevara – perché quell’attitudine, quel coraggio, dovremmo provare a recuperarlo”.

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