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Montagnola : “Riformiamo le primarie per aprirle ai cittadini”

Per le primarie cittadine di aprile Catarci propone di “lasciare le sedi dei partiti.Vanno riviste e organizzate in forma più aperta”

Le elezioni non sono finite. Il ragionamento potrebbe portarci lontano, soprattutto in vista d’un risultato che ha consegnato agli italiani un vincitore, ma nessuna maggioranza nei due rami del parlamento. E tuttavia non è nostra intenzione continuare a disquisire sugli effetti delle elezioni politiche, né tantomeno di quelle regionali. Alle porte, infatti, si comincia a profilare un altro tema: quello della prossima tornata elettorale che potrebbe Roma ed i suoi municipi, a realtà differenti, rispetto a quelle sinora la governano.

LO STRUMENTO DELLE PRIMARIE - A tal proposito, il minisindaco Andrea Catarci (SEL), prendendo spunto da quanto accaduto, ha rilanciato un argomento, particolarmente caro al popolo del centro sinistra: le primarie. “Quella che si è manifestata alle elezioni politiche e regionali è una fortissima domanda di cambiamento, energica come una tempesta, che solo in parte viene intercettata dal centro sinistra e che in gran misura assume le sembianze del M5S – riflette Catarci -  E’ su questo terreno che la competizione con Grillo va accettata davvero e condotta con il massimo sforzo: chi è in grado di interpretare al meglio tale domanda? Chi è in grado di riconnettere con le istanze sociali quel sistema politico che è percepito distante, superfluo e dannoso? Chi è in grado di prospettarsi come strumento per una ripresa della partecipazione decisionale e garante di trasparenza?” si chiede retoricamente il minisindaco del Municipio XI.

LE PRIMARIE DI APRILE - “Il prossimo appuntamento elettorale di rilievo è già alle porte e si chiama Roma – osserva Catarci -  Nel sistema tripolare che si è determinato la battaglia per il Sindaco sarà ancora più dura di quanto previsto, ragion per cui anche e soprattutto nella nostra città è urgente aggiornare l’analisi e aggiustare il tiro della proposta. A partire dalle primarie indette dal centro sinistra per la prima metà di aprile, che ad oggi registrano una decina di candidature”. A tal riguardo l’idea del Presidente municipale, è piuttosto tranchant: “Non possono dare l’idea della ripetizione banale di un rito vuoto, né tantomeno configurarsi come il luogo del regolamento dei conti tra i diversi partiti o le varie correnti di essi. Le primarie vanno riviste e organizzate in una forma più aperta che nel recente passato, possibilmente nelle piazze anziché nei luoghi di partito ed estendendo a tutti la possibilità di prendervi parte con il proprio voto, senza sbarramenti burocratici o disincentivi di sorta”.

LE PAROLE D’ORDINE – La proposta di Catarci, si articola attraverso una serie di pratiche, sintetizzate in una serie di parole chiave: “Devono trasudare e comunicare democrazia, permeabilità e serietà – scandisce il minisindaco -  Allo stesso modo il centro sinistra, deve esigere un aspetto non marginale di serietà: chi gareggia pensa di diventare Sindaco ed è in campo con questo obiettivo, non per ottenere una condizione utile a contrattare successivamente un Assessorato o un posto nelle liste da Consigliere, perché con Roma non si scherza, tantomeno nelle attuali condizioni”.

IL RUOLO DELLE PRIMARIE - La constatazione, stante l’elevato numero di candidati, non è scontata e spariglia le carte del centro sinistra e, quindi, anche di SEL. “ Sono convinto che tutte le autorevoli candidature già in campo e le altre che seguiranno non avranno problemi a sottoscrivere l’impegno a candidarsi unicamente per il ruolo di Sindaco – conclude Catarci - escludendo di voler usare le primarie come un autobus per arrivare da qualche altra parte.

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