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"Raggi decide con atti d'imperio": i grillini del VIII municipio si dividono su Cafarotti

Il neo delegato della Sindaca Raggi ha incontrato gli attivisti M5S dell'Assemblea municipale. Tante le critiche per "una scelta calata dall'alto". Cafarotti: "Il mio ruolo sarà quello di trovare un metodo di lavoro"

Un ritorno accolto con poca enfasi. A voler guardare il bicchiere mezzo pieno. Secondo una lettura meno buonista si è trattato quasi di un processo. A prescindere dalle considerazioni di merito, restano i fatti. Mercoledì 12 luglio Carlo Cafarotti è tornato a confrontarsi pubblicamente con gli attivisti grillini. Con un nuovo ruolo, rispetto a quello col quale si era congedato un paio di anni fa.

Le accuse di dirigismo

Il neo-collaboratore della Sindaca, in un’ora e mezza di serrato confronto, ha risposto alle domande che i tanti attivisti accorsi per l’appuntamento settimanale gli hanno rivolto. Non sono mancate le critiche. C’è chi ad esempio ha chiesto di rimettere il suo mandato all’Assemblea, opzione rigettata perchè“la nomina è stata fatta da Virginia ed è all’interno del suo staff –  ha risposto a tono – e quindi non vedo la necessità di questo passaggio in Assemblea”. Tra gli attivisti tanti sono stati i mugugni per “un atto d’imperio, come qualcosa deciso sulla testa di un gruppo che continua a lavorare ed aveva chiesto di incontrare la Sindaca”.

Trasparenza e panni sporchi

Svelano anche un retroscena gli attivisti riunitisi nell’ex bocciofila. Cinque di loro si erano recati in Municipio per incontrare la loro “portavoce” Raggi, che però li ha rimandati indietro. Con tanto di lavata di testa ad uno di loro.

Un'assenza prolungata

L’incontro di mercoledì ha messo a nudo un MoVimento municipale ancora in forte difficoltà, dopo le dimissioni di Paolo Pace. Nessuno sembra rimpiangerne pubblicamente l’assenza e tuttavia la decisione sulla strada da intraprendere ora, sembra alimentare le divisioni. A partire dalla scelta di nominare Cafarotti come delegato, senza alcune consultazione della base. C’è chi ha sottolineato che il suo contributo, in questi anni, è venuto totalmente  a mancare. “Non ti sei mai fatto vedere per proporre un aiuto, quando invece ne avremmo avuto bisogno”. E c’è anche chi gli ha direttamente chiesto conto di cosa sia cambiato rispetto a quando, due anni fa, decise di lasciare l’incarico di consigliere per dedicarsi al proprio lavoro. “Allora dovevo iniziare un periodo di prova della durata di sei mesi. Tempo per scrivere le mozioni – ha serenamente ammesso Cafarotti – non ce n’era”.

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Il metodo di lavoro

Per amore della verità, ci sono stati anche alcuni attivisti che hanno pubblicamente ringraziato Cafarotti per la decisione di tornare in pista. A proposito del compito che lo aspetta, l’ingegnere pentastellato ha poi spiegato che  “Il mio ruolo sarà nel metodo e non nel merito, perché non avrò la possibilità di entrare nel merito delle questioni trattate”.  Si tratta dunque di “creare un meccanismo che funzioni su una certa scala, come potrebbe essere quella dell’assemblea, per poi provare ad estenderlo”. La strada è in salita, ma il percorso è lungo. Almeno fino alle prossime elezioni.
 

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