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Fosso delle Tre Fontane: “Ancora un colpo di mano ai danni dei cittadini”

Il Comitato Stop I-60 promette battaglia. Se passa la proposta di delibera dell'Assessore Civita sulla revisione del vincolo delle Tre Fontane "i residenti ricorreranno in tutte le sedi"

I residenti che da anni si battono per fermare l’operazione urbanistica nota come I-60, non hanno preso bene l’iniziativa della Regione Lazio . Al Presidente Catarci non è piaciuta l’idea di sbandierare un presunto errore del decreto regio del 1910. Ai cittadini non è mai andata giù l’idea di continuare a costruire su via di Grotta Perfetta.

UN COLPO DI MANO - Più recentemente, il proposito di eliminare il vincolo al Fosso delle Tre Fontane, il cui interramento ha causato il sequestro di un’area di cantiere, è suonato come una beffa. “Ancora una volta un colpo di mano in danno ai cittadini e all’ambiente – hanno infatti scritto i referenti del Comitato Stop I-60 - Gli amministratori regionali scavano sempre di più un profondo solco tra la collettività e le istituzioni, proponendo una vergognosa sanatoria tesa a salvaguardare l’arbitrario interramento del fosso delle Tre Fontane, tra via Ballarin e via di Grottaperfetta, da parte dei costruttori che intendono edificare tutta l’area di 22 ettari”

UN FOLLE PROGETTO - La decisione dell’Assessore regionale Civita, che ha proposto una delibera di giunta urgente per cancellare il vincolo e favorire il consorzio Grottaperfetta” è suonata ai residenti come l’ennesima conferma. “Non si vuole rinunciare al folle progetto edificatorio conosciuto dai residenti come I-60, fondato su una datata previsione del Piano regolatore del 1962, che prevedeva per la zona 180mila metri cubi e che vedrebbe, oggi, più che raddoppiate le cubature, nel frattempo divenute 400mila mc, in virtù di presunti diritti compensativi vantati dai costruttori causa lo stop di qualche anno fa alla edificazione di Tormarancia”. Un progetto, quello di trasformare la tenuta in un parco fruibile,  mai realmente partito, che sta costando caramente ai cittadini romani.

LA PROMESSA DEI RICORSI - “Il campanello d’allarme è scattato grazie ai numeri della previsione edificatoria: 34 palazzi di cui 19 ad otto piani, 120mila metri cubi a vocazione commerciale e turistica (alberghi), 5000 nuovi residenti e soltanto 3500 posti auto – ricordano il Comitato Stop I-60 -  Il tutto, ignorando importanti ritrovamenti archeologici: una strada romana in basolato perfettamente conservata, una villa urbana con pregevoli mosaici, un mausoleo e altre 40 tombe e il fosso, appunto, tutelato per scongiurare il pericolo di smottamenti e inondazioni, non nuovi al nostro martoriato Paese. I cittadini si opporranno con forza a tale scempio – promette il comitato che poi aggiunge - Le delibere sono provvedimenti che si possono impugnare e di sicuro i residenti, ricorreranno in tutte le sedi e metteranno in campo tutti gli strumenti per contrastare tale folle previsione”.

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