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Salvare il parco del Tintoretto? Non basta la trasparenza, serve anche la volontà

Cittadini preoccupati per la strada che causerebbe il taglio di centinaia di alberi. Ass. Ottavo Colle: "Siamo delusi, non ci ascoltano". Ciaccheri (Mun VIII): "Intervento stradale di dubbia utilità compromette preziosa area verde"

La commissione Trasparenza convocata in Campidoglio non ha sortito gli effetti sperati. La strada che collegherà via del Tintoretto con via di Vigna Murata resta al proprio posto. E' prevista nella convenzione urbanistica che porterà, in zona Ardeatina, il secondo superstore romano di Esselunga. E' un'opera a scomputo che però i residenti contestano fortemente.

L'attenzione del Campidoglio

Dall'agosto del 2018, quand'è stato aperto il cantiere, gli abitanti hanno manifestato la loro contrarietà.  "No alla strada sì al parco", si è letto, durante la scorsa estate, sugli striscioni appesi attorno al futuro cantiere. La protesta dei residenti, nei mesi successivi, è arrivata anche nelle stanze del Comune. Nel corso dell'inverno, sul tema, è stata per due volte convocata una commissione urbanistica. Appuntamenti che hanno consentito all'amministrazione di recepire la richiesta di comitati ed associazioni che si battono per la salvaguardia dei 250 alberi che verrebbero tagliati per lasciar posto alla strada. Il 13 febbraio la questione è invece stata affrontata nella commissione Trasparenza.

"Hanno già deciso tutto"

"Noi usciamo da quest'incontro delusi – ha commentato Daniela Devenuto, presidente dell'associazione Ottavo Colle – durante i precendenti appuntamenti, ci erano stati mostrate diverse soluzioni alternative. E noi avevamo dato la disponibilità ad accettarne un paio, tra cui una che prevedeva la realizzazione di un anello viario intorno al centro commerciale. Sembrava ci fosse margine d'interlocuzione con il Campidoglio – valuta la cittadina – invece hanno già deciso tutto. Non capisco quindi perchè qualche mese fa ci abbiano prospettato quelle proposte. Siamo sconcertati, ci fanno solo perdere tempo".

Alla ricerca della soluzione condivisa

Solidale con i cittadini presenti in commissione Trasparenza, si è mostrato il capogruppo PD Giulio Pelonzi. " Improvvisamente  l'assessore Montuoriafferma che non è più possibile apportare cambi al progetto perchè ormai la convenzione col privato è stata firmata e le gare d'appalto per la realizzazione dei lavori sono in corso di aggiudicazione" ricorda Pelonzi, riprendendo il racconto dell'associazione Ottavo Colle. Tutto perduto? Non è detto. "Se le forze politiche si uniscono in commissione Urbanistica, c'è ancora spazio per trovare una soluzione condivisa che individui piccole modifiche al progetto mantenendo saldo l'interesse pubblico e quello privato" valuta il capogruppo democratico.

Una strada anacronistica

L'intervento urbanistico e la viabilità ad esso correlata, ricadono nel quadrante compreso tra i municipi IX e VIII. Tra i due però, è quello governato dal Presidente Ciaccheri (Super8) ad aver preso maggiormente l'iniziativa. Il parlamentino locale, all'unanimità, si è già espresso a favore del parco. "Ad oggi rimane oscura quale sia l'intenzione della maggioranza in Campidoglio - valuta Ciaccheri, sentito da Romatoday - la convenzione è arrivata in conclusione ed ora rischia di mettere sul territorio un intervento stradale che è oggi senza senso. Ne sono venute meno le ragioni che probabilmente ne avevano originato l'ideazione. Mi riferisco a quella tangenziale di via Kobler che ormai non è più nell'agenda del Campidoglio". L'asse viario contro il quale i residenti stanno protestando, due corsie per senso di marcia,  doveva infatti servire da raccordo a quella contestatissima tangenziale. "Un intervento che non è più di pubblica utilità - sintetizza il minisindaco di sinistra - rischia di compromettere una porzione di verde urbano preziosa per il nostro territorio".

Possibili scenari

Cosa fare dunque? Se Pelonzi suggerisce di raccolgere le forze in vista di un altro passaggio in commissione Urbanistica, il presidente Ciaccheri suggerisce altre strade. Si può modificare la convenzione in corso ricorrendo semplicemente allo strumento consiliare. Noi - avverte Ciaccheri - continueremo a farlo presente sia dalle istituzioni che al privato. Bisogna mitigare o eliminare un intervento che non sembra più di interesse pubblico". Ed è quello che chiedono anche i cittadini dei municipi IX e VIII il cui vero interesse, in realtà, resta quello di salvaguardare gli alberi esistenti.  

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