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Servizi anagrafici Montagnola: “Basta con i turni di 12 ore”

Il prolungamento dell'orario di lavoro dei dipendenti comunali sta diventando vessatorio. Il Municipio, ignorato dal Campidoglio, chiede un'inversione di marcia

Non è più un campanello d’allarme. Non è nemmeno una richiesta d’aiuto. Volendo usare un’espressione allegorica, sono dei pugni sbattuti sul tavolo. Questa volta, del Vice Sindaco Nieri. I municipi non ci stanno ad essere ignorati  da Roma Capitale. Ed i presidenti dell’VIII e del XIII, questa volta in maniera congiunta,  chiedono all’amministrazione centrale “un immediato ravvedimento”.

TURNI DI DODICI ORE - La contestazione dell’ente di prossimità, nasce dalle oggettive difficoltà in cui versano gli uffici municipali. “Già a fine novembre, al termine della sperimentazione con cui si sono prolungati gli orari di apertura al pubblico dei servizi anagrafici – scrivono in una nota congiunta il  Presidente Catarci ed il Presidente del Municipio XIII Mancinelli -  si è comunicata l’impossibilità di proseguire questa esperienza, che ha comportato anche turni di dodici ore giornaliere, per l’esiguità delle risorse umane a disposizione. Non è un caso che a novembre si è partiti su base volontaria con il favore di tutti i dipendenti e che dopo un mese non ce n’è neanche uno con la medesima disponibilità. Si è conseguentemente suggerito di ridurre i giorni con gli sportelli aperti fino alle 19, concordando con Municipio, Organizzazioni Sindacali e dipendenti le modalità di gestione.”

UN RAPPORTO VESSATORIO - La vicenda, speculare nei due enti di prossimità, sembra aver avuto lo stesso esito. “Per tutta risposta si è ricevuta dagli Uffici centrali la disposizione di proseguire nella sperimentazione come il mese scorso, anzi peggio, non indicando la  disponibilità di cassa per pagare gli straordinari, senza alcun accordo con i sindacati e lavoratori, senza aver condiviso alcunché con il Municipio e obbligando i dipendenti a proseguire nel prolungamento dell’orario.”

DECENTRAMENTO E RISCHIO PARALISI - La scelta d'imporre turni di lavoro anche vessatori, potrebbe avere ricadute negative. Le ha senz'altro, invece, sul piano dei rapporti tra amministrazione centrale e periferica. “Chi ha preso tale decisione che ignora i capisaldi del decentramento, della democrazia e del rispetto del lavoro? - si chiedono Catarci e MArinelli -  Se dietro c’è la parte politica si produca un immediato ravvedimento, perché le 12 ore di lavoro sono un qualcosa che vorremmo aver lasciato definitivamente alle spalle. Se al contrario si è di fronte ad uno dei frequenti slanci della struttura amministrativa, il Vice Sindaco con delega al Personale e la Giunta intervengano subito a porre rimedio. Resta, infine, fermo il presupposto che senza la piena condivisione delle scelte strategiche da parte dei dipendenti  - concludono allarmati i presidenti dei due municipi - non si può in alcun modo proseguire con l’emanazione di atti unilaterali che non consentono l’ammodernamento dell’amministrazione capitolina e che al contrario, come si sta verificando per Nidi e Scuole dell’Infanzia, portano alla paralisi.”

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