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STOP I-60: un lungo corteo celebra "morte del bene comune"

Molte sigle associative e tanti cittadini scesi in piazza per contrastare l’ennesima cementificazione: l’I-60. Le foto ed alcuni interventi del corteo di sabato 8

Trecento persone ed almeno una dozzine di associazioni, sono scese in piazza sabato 8, per protestare contro l’ennesima colata di cemento. Numeri importanti. Nonostante il timore della pioggia. Nonostante l’assenza dei principali partiti politici. Dell’arco consiliare presente soltanto il Movimento Cinque Stelle, con  alcuni attivisti oltre al portavoce municipale Carlo Cafarotti ed al Consigliere Capitolino Daniele Frongia, che ha ricordato, oltre all’evidente contrarietà del M5S alla realizzazione dell’ennesima cementificazione,  il tentativo pentastellato di promuovere un referendum municipale sull’opera in questione.

BASTA CON IL CEMENTO - Per rimanere nel campo della politica, in piazza è scesa anche Rifondazione Comunista, tra le realtà che hanno maggiormente contribuito all’organizzazione della maratona oratoria. Presenti due circoli, tra i quali il Che Guevara delle Montagnola. “Abbiamo voluto costruire quest’iniziativa seguendo il principio che la lotta non si delega ma si organizza tutti insieme” ha ricordato a margine Giulia  Zitelli Conti, giovane segretaria del Circolo. “Oltre all’azione legale, pensiamo che occorra una pressione dal basso, per vincere una battaglia che ancora non abbiamo perso, se continuano a dialogare realtà anche molto diverse tra loro. Dobbiamo continuare a fare un fronte comune. Basta con il cemento. A Roma – ha concluso Zitelli Conti – ci sono quasi 250mila appartamenti sfitti. Usiamoli per metter fine all’emergenza abitativa”.

EMERGENZA ABITATIVA E SORDITA' ISTITUZIONALI - Ed a proposito di emergenza abitativa, non poteva mancare il contributo del Comitato Inquilini Enpaia Primo Carnera. E quindi della sua storica Presidente Giovanna Arcangeli, portavoce anche dello Sportello per il disagio abitativo  nell’VIII Municipio.“Lottiamo contro l’edificazione dell’I-60, un cancro già presente dai tempi di Rutelli, che deflagra in tutta la sua virulenza nella sostanziale indifferenza delle istituzioni  e degli enti di prossimità – ha osservato Arcangeli – noi gli abbiamo segnalato sia la particolarità dell’esplosione dei progetti che ricalcano edificazioni di quartieri enormi, tipo Spinaceto, che oggi a Roma non potrebbero più esistere; sia il marcato disagio abitativo che insiste su questo Municipio e che  non riconosce confini. C’è alla Garbatella, come alla Montagnola; a Tor Marancia come in via di Grotta Perfetta. Parliamo con cognizione di causa – ha evidenziato la portavoce dello Sportello del disagio abitativo nell’VIII Municipio – purtroppo, semplicemente, non veniamo ascoltati. L’I-60 ed il disagio abitativo sono due facce della stessa medaglia: si ignorano entrambe, fornendo ai residenti il contentino del Parco di Tor Marancia”.

UNA CITTA' APERTA ALLE SPECULAZIONI - Tante, si diceva, le sigle associative presenti.  Da una delegazione del Comitato No Corridoio al Presidio No Discarica; dai NoPupIndignati, all’Ottavo Colle; dall’Ardita San Paolo ai Blocchi Precari Metropolitani,dal CSOA La Strada fino a 11Radio, il Network della Comunicazione Sociale dell'ex Municipio XI. “Questo territorio, ovvero Tormarancia Grottaperfetta e Roma70 è il regno della contraddizione – ha premesso Federico Valerio, fondatore e portavoce della web radio -  Abbiamo uno spazio completamento abbandonato come l’IPAB San Michele e per questo occupato da alcune famiglie. A due chilometri c’è Roma 70, con il comitato di via Primo Carnera che raccoglie tante famiglie sotto sfratto. Inquilini di case popolari trasformate magicamente in residenze di lusso, se guardiamo i canoni di locazione che l’ENPAIA gli sta sottoponendo. A metà tra Tor Marancia e Roma 70 c’è la speculazione dell’ I-60 dove saranno costruite abitazioni di pregio. Questo territorio – ha osservato Federico Valerio -  rappresenta quello è che è diventata Roma: una città non per i cittadini ma per gli speculatori. E’ necessario quindi che non ci si ritrovi soltanto nei momenti di contingenza – ha fatto notare il fondatore di 11Radio – e quindi durante i cortei. Il mio invito è di partire dalle tre realtà, per poi andare a “prendere per mano” gli atri cittadini, iniziando un percorso fatto di costante dialogo. La battaglia comune già è in atto – e la manifestazione l’ha dimostrato – rendiamola un percorso più unitario e duraturo”.

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