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Da Tor Marancia alla Florida, ecco la storia di Daniele "D3" Dentice D'Accadia: il wrestler di Shanghai

E' il primo lottatore italiano ad aver partecipato al prestigioso RAW di Tampa, in Florida. Vive da qualche anno in USA, dove ha potuto coronare il sogno di diventare un wrestler professionista. "D3" si racconta a Romatoday

Le sue origini sono chiaramente tatuate sul petto, dove giganteggia il Colosseo. Per non parlare della chioma, rigorosamente gialla e rossa.  Lunedì 26 luglio, sugli schermi di tutto il mondo, gli appassionati del wrestling hanno potuto ammirare un nuovo atleta. Si chiama Daniele Dentice D'accadia, alias 3D. E, come il costume, i tatuaggi ed i capelli lasciano intuire, viene da Roma.

Daniele, lei sembra perfettamente a suo agio nel contesto statunitense. Abbiamo però trovato delle foto che la ritraggono davanti ai murales di Shanghai, la vecchia Tor Marancia...

Io sono nato e cresciuto nel quartiere di Tor Marancia. Esattamente vicino l'ex fiera di Roma e sono orgoglioso di essere romano e tor marancino. Infatti quando torno nella Capitale, passo sempre a visitare il mio vecchio quartiere.

Da Tor Marancia a Raw, una sorta di tempio del wrestling. Ma per arrivare ad esibirsi su quel ring, quando ha cominciato?

L' idea di fare Wrestling l'ho avuta quando, all' età di 12 anni, ho iniziato a seguirlo in Tv. Da quel momento, dentro di me è scattato un forte sentimento. Spiego sempre che per me il wrestling è come quando ti innamori di una persona, non sai precisamente i motivi: lo senti dentro e basta e non ne puoi fare a meno. Il Wrestling è il vero amore per me.

E quand'è che questa passione è diventata anche un lavoro?

Io ho iniziato a lottare nel 2009, poi  sono passato professionista nel 2012 quando ho iniziato a combattere in Europa e con federazioni con grandissimi talenti internationali.

Ci diceva prima che ogni tanto torna a Roma. Dove sta vivendo adesso?

Ho iniziato a lottare negli stati uniti dal Settembre 2013 ma per 2 anni ho fatto avanti e indietro per la scandenza del visto. Dal 2015 mi ero trasferito stabilmente a New York. Successivamente nell'ottobre del 2017 mi sono trasferito ad Orlando in Florida. 

E' piuttosto insolito, in Italia, incontrare un wrestler professionista. Che tipo di vita fa?

Decidere di intraprendere questa carriera significa fare continui sacrifici. Dopo tanti anni, tra cadute e colpi, si sacrifica infatti un po' della propria salute. Si deve inoltre rinunciare a stare con la famiglia, perchè si viaggia spesso. E si fanno sacrifici anche sul piano dell'alimentazione. Penso inoltre che sia molto importante essere professionisti sia dentro che fuori dal ring. Perchè spesso si è degli esempi e bisogna comportarsi come tali.

Ci descrive una sua giornata tipo?

La mattina porto mia figlia a scuola e faccio la prima sessione di allenamento. Dopodichè pranzo e quindi vado prendo mia figlia, con cui sto insieme finchè non arriva la madre. Nel  pomeriggio faccio la seconda sessione di allenamento sul ring che dura per 4/5 ore e la sera tardi si ritorna a casa per andare a dormire. Ovviamente i giorni che si Lotta, questa routine cambia, perchè si viaggia e stando fuori devi adattarti agli orari degli show.

A proposito di show, quello dello scorso Raw Reunion a Tampa, contro un gigante come Braun Strowman, come l'ha vissuto?

E' stato un mix di emozioni. Sicuramente ansia prima di entrare, perchè avevo una grande responsabilità, Essendo il Primo lottare uomo a calcare il ring di RAW, non un RAW qualsiasi, ma uno show pieno di leggende come Hulk Hogan, Stone cold, John Cena.... Quando sono entrato, ero solo concentrato a fare al meglio il mio lavoro, sapevo quanti sacrifici avevo fatto per essere li e sapevo quanto valevo.
Ovviamente l'obiettivo deve essere quello di continuare come in questi anni a salire sempre più di livello , di lottare ogni giorno senza accontetarsi. E' stata fatta una bellissima cosa, unica per l'Italia, ma meritiamo molto di più. Diciamo che abbiamo fatto un altro piccolo grande passo verso la vetta. Ma la scalata della Montagna è ancora lunga.

Hai detto che ti sei innamorato del Wrestling a 12 anni. Quali erano i tuoi punti di riferimento? E c'è un lottatore modello a cui oggi ti ispiri?

Quando ero piccolo erano 3: Eddie Guerrero, Rey Mysterio e The Rock. I primi due hanno decisamente cambiato la mia vita. Ora non mi ispiro a nessuno, cerco di imparare sempre differenti stili, mettermi in gioco, ma ho sempre detto che oggi il mio lottatore preferito è D3, cioè me stesso. Non voglio essere nessuno, ma avere un mio stile, crearne uno tutto mio.

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