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Una pietra d'inciampo per "l'indesiderato" di Tor Marancia: il quartiere ricorda Giovanni Tagliavini

Deportato nel '44 a Mauthausen come dissidente politico, trovò la morte un anno più tardi. Davanti la sua abitazione in viale di Tor Marancia, è stata posizionata una pietra dorata in suo ricordo

Mancavano un paio di giorni al Natale e la guerra era quasi finita. Roma era ancora occupata dall'esercito nazista e la presenza di resistenti, sul territorio, continuava ad essere percepita come minaccia. E' stato in quel contesto che è maturata la cattura di GiovanniTagliavini.

La storia

Il 23 dicembre del 1943, alla porta di Tagliavini, si presentarono degli uomini in divisa. Avevano con sè un ordine di arresto. Prelevato dalla casa  dove aveva cresciuto otto figli, lo scianghaino venne trasportato nel carcere di Regina Coeli. Da lì, insieme ad altri 256 prigionieri considerati "indesiderati", fu trasferito alla stazione Tiburtina dove, ad attenderlo, c'era un convoglio che è passato alla storia come "il treno del 4 gennaio 1994". 

La deportazione

I deportati, tutti uomini e tutti indesiderati, sono stati trasferiti  nel campo di Mathausen. Lì, oltre al freddo inverno, hanno trovati ad accoglieri una stella rossa, quella destinata ai prigionieri politici. E nel caso di Tagliavini il numero di matricola 4225. La morte, è sopraggiunta solo tredici mesi più tardi. Ed alla famiglie, che lo dava per disperso, la notizia del decesso è arrivata soltanto al termine della guerra. Ma nessuno lo ha dimenticato.

La pietra d'inciampo

Martedì 15 gennaio un'intera comunità si è ritrovata davanti l'abitazione di Tagliavini, per un'iniziativa pensata dall'associazione Parco della Torre. I suoi aderenti, hanno deciso infatti di ricostruire la vicenda dell' "indesiderato" di Tor Marancia. E, d'accordo con il Municipio VIII, hanno pensato di sistemare una pietra d'inciampo in suo onore.

Le memoria collettiva

"Questo è un quartiere ribelle che non si è mai piegato – ha ricordato ai presenti il minisindaco Amedeo Ciaccheri – e la sua storia fa parte di quella storia collettiva che appartiene a questa città ed a questa comunità che non vuole dimenticare chi ha perso la vita in uno dei momenti più bui". La vicenda personale di Giovanni Tagliavini è ricordata anche grazie ad un pannello, ora esposto nel quartiere. "In memoria di tutti i deportati, contro l'oblio, il negazionismo ed il revisionismo - si legge sulla targa apposta insieme al sampietrino - Tor Marancia non dimentica".

Le altre pietre d'inciampo

Oltre a quella posizionata davanti al civico 63 di viale di Tor Marancia, il 15 gennaio sono state posizionate altre 25 pietre d'inciampo. A gennaio, i sampietrini dorati dedicati alle vittime dei rastrellamenti, erano state rubate in via Madonna dei Monti. I mattoncini realizzati dall'artista Gunter Demnig, presente nella cerimonia di Tor Marancia, sono stati riposizionati a Monti ed hanno finito per l'essere sistemati anche in altre zone della città.

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