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Grottaperfetta e I-60: il TAR respinge il ricorso dei cittadini

Respinto il ricorso dei cittadini per "la tardiva presentazione dell'impugnativa" rispetto alla pubblicazione nell'albo pretorio. "Si è ribadita la fondatezza delle scelte adottate e che il Pd ha sempre sostenuto" . Ma per Catarci "il PD esulta senza motivo"

Non è stato accolto il ricorso che i residenti e specificatamente gli attivisti del Comitato Stop I-60, avevano presentato al TAR. La Sezione II Bis del Tribunale Amministrativo del Lazio ha ritenuto che i tempi di presentazione del ricorso, non fossero congrui. Scontata l’amarezza degli abitanti che stanno tentando di impedire la cementificazione dell’area prospicente la Tenuta di Tor Marancia.

RICORSO TARDIVO - “E’ incredibile – commenta a caldo Stefano Salvi –  sapevamo che gli avvocati della controparte avrebbero provato a far leva su questo aspetto eppure pensavamo che non vi sarebbero riusciti. La giurisprudenza si sta orientando nel consentire al cittadino di presentare ricorso quando si accorge che esiste un progetto edificatorio – spiega il portavoce del Comitato – anche perché il cittadino non sta tutti i giorni a controllare l’albo pretorio. Per fare un esempio, in via del Tintoretto era prevista la realizzazione di un campo sportivo privato su terreno comunale. Il procedimento andava avanti da 25 anni, e noi presentammo ricorso in maniera supertardiva, vincendolo”.  

LA SENTENZA - Tornando all’I60 “Nel dispositivo della sentenza si legge che ‘Roma Capitale evidenza la tardività dell’impugnativa rispetto ai termini legali di decadenza, come decorrenti dalla pubblicazione degli atti impegnati che, per loro carattere generale, non  richiedono notifica ad singula’.  In sostanza ci dicono che non abbiamo fatto ricorso entro i 60 giorni dalla pubblicazione nell’albo pretorio”.

IL PD RIVENDICA LE SCELTE - La tempistica ha dunque giocato contro la volontà dei residenti. “Prendiamo atto della sentenza del Tar che ha respinto il ricorso presentato dai comitati per fermare il cantiere dell'I-60 – scrivono in una nota congiunta il capogruppo del Pd in assemblea capitolina Francesco D'Ausilio, la consigliera capitolina Valeria Baglio, il segretario Pd del circolo VIII Municipio Gabriele Basile e il capogruppo del Pd in VIII Municipio Federico Raccio –  In questo modo si è ribadita la fondatezza delle scelte adottate e che il Pd ha sempre sostenuto in quanto legali e legittime. Ora è urgente andare avanti nella realizzazione delle opere pubbliche previste e ricostruire un canale di dialogo con i comitati presenti su quel territorio”.

RESTANO I VINCOLI SUI FOSSI - Il Presidente Catarci e l’Assessore Miglio, letta la nota dei citati esponenti democratici, ha immediatamente replicato. “La sentenza del TAR richiamata dagli esponenti del PD si limita a respingere il ricorso avanzato dai comitati di cittadini sull’annullamento dell’intero programma urbanistico di via Grottaperfetta denominato I60. Nulla a che vedere con i rilievi sollevati dal Municipio Roma VIII sull’inedificabilità del Fosso delle Tre Fontane, confermato dal sequestro dell’area interessata da oltre quattro mesi e dalle note del Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale che conferma l’impossibilità di rilasciare permessi a costruire per alcuni edifici per sopraggiunti vincoli di tutela ambientale e paesaggistica.”

VINCOLI E VIOLAZIONI - La partita, per Catarci è Miglio è ancora aperta. Mentre il clima, verso una parte del Partito Democratico, torna a farsi incandescente. “E’ inspiegabile che si esulti per la possibilità, peraltro infondata, di poter deturpare l’ambiente e i corsi d’acqua, specie in una situazione in cui i Fossi, come quello storico delle Tre Fontane, andrebbero valorizzati e non certo distrutti! Altrettanto incomprensibile è l’accanimento con cui si ignorano le gravi violazioni commesse dal Consorzio dei costruttori, nella pretesa di procedere, malgrado esse, all’edificazione dei 400 mila m3 previsti. Cubatura che, a nostro avviso, andrà invece consistentemente ridotta – osservano Catarci e Miglio, che infine manifestano l’intenzione di proseguire nell’azione “di tutela del territorio, con la determinazione di sempre, in difesa dell’ambiente e della legalità.”

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