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Sull'Ardeatina arriva l'Ecopave: un chilometro di strada al grafene

Ad assistere all'avvio dei cantieri è stato stamattina il consigliere delegato alla Viabilità della Città metropolitana, Marcello De Vito

Si chiama 'Ecopave' ed è l'innovativo materiale per la copertura del manto stradale consistente in un supermodificante al grafene che promette un incremento del 250% della vita dell'asfalto e che da oggi è in corso di stesura sull'Ardeatina per un primo tratto sperimentale di un chilometro, facendone la prima strada al mondo realizzata con questo materiale.

Dopo la prima fase della sperimentazione, consistita nella progettazione, creazione e analisi in laboratorio di Ecopave, il supermodificante a base di nanotecnologie al grafene per il quale a novembre 2017, dopo tre anni di ricerca, è stato depositato il brevetto da parte dell'azienda Iterchimica, è infatti iniziata oggi inizia la seconda fase che consiste, su indicazione della Città metropolitana di Roma Capitale, nel rifacimento degli ultimi due strati della pavimentazione stradale di un chilometro nella Strada Provinciale Ardeatina, tra il km 15+800 e il 16+800 in direzione Sud, in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma. Ad assistere all'avvio dei cantieri è stato stamattina il consigliere delegato alla Viabilità della Città metropolitana, Marcello De Vito.

La sperimentazione è stata inserita all'interno di un accordo quadro che prevede il ripristino solo superficiale di un tratto altamente dissestato della pavimentazione esistente. Saranno rifatti solo gli ultimi due strati in asfalto superficiali (binder e tappeto di usura) dei tre che compongono la strada (base, binder e usura). Grazie agli additivi rigeneranti la sperimentazione prevede anche di riutilizzare il 40% di asfalto fresato riciclato (materiale da demolizione della vecchia pavimentazione) per il binder, mentre per il tappeto di usura il 30%. La strade costruite con i supermodificanti saranno riciclabili all'infinito: si puo' infatti riutilizzare fino al 100% del loro asfalto fresato per realizzare la nuova pavimentazione evitando lo smaltimento in discarica del materiale, l'estrazione di nuovi inerti dalle cave e l'uso di bitume di primo utilizzo.

La messa in opera di questo materiale, ha commentato De Vito, "prevede una resistenza alla fatica incrementata del 250 per cento e la possibilita' di recuperare il 30-40 per cento dei materiali. È stato stese con diverse intensita' in alcuni tratti, nei prossimi mesi questo punto dell'Ardeatina sara' quindi un laboratorio in cui testeremo la maggiore efficacia". Si puo' pensare di utilizzare l'Ecopave anche come soluzione per le buche nel Centro di Roma? "No, si utilizza quando si realizza la strada per aumentarne la durata da 6-7 a 18-20 anni, e' un prodotto che si utilizza in maniera strutturale".

"Sono molto orgoglioso di essere qui- ha detto Vito Gamberale, presidente di Iterchimica, presente al sopralluogo- e penso che questo esperimento possa essere di grande utilita', perche' un additivo al grafene da' una maggiore resistenza e durata nel tempo che abbiamo calcolato fino a tre volte e il riutilizzo del fresato che evita lo smaltimento in discarica. Vogliamo mettere in campo una sperimentazione trasparente e speriamo di vederci al piu' presto per avere i risultati del test. Mi auguro di poter fare di Roma la citta' sperimentale del nuovo prodotto".

Nel dettaglio, il campo prova sperimentale sull'Ardeatina consiste in un tratto di 250 metri con asfalto con bitume 'tal quale' (metodo tradizionale), un tratto di 250 metri con asfalto bitume modificato 'soft' con additivo Superplast, un tratto di 250 metri con asfalto bitume modificato 'hard' con SBS e un tratto di 250 metri con asfalto Ecopave, supermodificante al grafene. Nella terza e ultima fase, il tratto stradale verra' costantemente monitorato con la collaborazione del professor Nicola Fiore, Tecnico Responsabile Laboratorio Materiali Stradali e Docente di Tecnica e sicurezza dei cantieri dell'Universita' La Sapienza di Roma. Il monitoraggio prevede controlli sia in fase di posa in opera dell'asfalto, con la raccolta e analisi di campioni delle miscele, sia nei mesi successivi (ipotizzati sino a 72 mesi) attraverso carotaggi e prove dinamiche, anche direttamente sulla strada. Sulla strada e' stato installato anche il 'd-tech"l' di Elsis, un sistema di monitoraggio veicolare con telecamera che permettera' di identificare e quantificare il volume di traffico sulla strada. Fonte Agenzia Dire

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