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Municipio VIII, M5s cancella le strisce arcobaleno: "Erano il simbolo dei diritti negati"

Le strisce colorate che erano state realizzate all'interno della sede municipale, sono state ridipinte di bianco.Di Veroli: "Avevano una funzione simbolica. Rappresentavano un Municipio amico, sede di diritti altrove negati"

Nella sede del Municipio VIII sono state rimosse le strisce arcobaleno. Realizzate nell'estate del 2012 erano diventate il simbolo del "Municipio dei diritti". A ribadire quell'intenzione, anche un cartello apposto all'interno del perimetro istituzionale.

L'INIZIATIVA - La novità, è stata annunciata dall'ex presidente Andrea Catarci. "Le strisce arcobaleno della sede del Municipio Roma VIII vengono rifatte bianche – fa sapere l’ex minisindaco sulla propria pagina facebook -  Il M5s locale si sarà anche chiesto perché fossero colorate, d'altronde che ne sanno dei tanti simboli, grandi e piccoli, in cui si sostanzia l'idea di un Municipio dei diritti per tutti?”

IL RISPETTO DELLA NORMATIVA - La notizia  ha colto di sorpresa l’ex vicepresidente ed assessore alle politiche sociali e culturali Carla Di Veroli(PD). “Non lo sapevo e mi stupisce davvero quest’iniziativa. Non capisco perché il nuovo presidente le abbia fatte ridipingere di bianco. Poteva semplicemente cancellarle, visto che non avevano alcuna funzione se non quella di essere un simbolo. Lì non ci passano neppure le auto e se il motivo per cui le hanno ridipinte è legato a qualche considerazione sulla normativa, posso serenamente affermare che non è così. Le strisce pedonali non possono essere disegnate con quei colori solo su sede stradale. Nel caso specifico però siamo all'interno del perimetro municipale e quindi quell'obiezione, già avanzata durante l'amministrazione di Alemanno, è già stata smentita".

LA FUNZIONE SIMBOLICA - Sull'origine dell'inziativa, Di Veroli ricoda che "era nata in un momento particolare, quando ancora le unioni civili non erano state riconosciute a livello cittadino. A me piaceva l’idea di pensare che il Municipio fosse un luogo amico, la sede dei diritti che altrove erano negati. Quelle strisce erano quindi legate ad un’esperienza simbolica ed ora, il fatto che siano state cancellate, mi fa pensare che ci sia una chiusura rispetto a quei diritti. E la cosa – conclude Di Veroli – un po’ mi preoccupa”.

LA SPIEGAZIONE -  Interpellato sulla questione, nella serata il presidente Pace ha fornito una spiegazione. "Avrei voluto rispondere prima, ma un impegno istituzionale non me l'ha consentito - chiarisce il minisindaco - non c'era l'intenzione di cancellare un simbolo. Quello che è successo è molto semplice: il comandante della Polizia locale a settembre  ha firmato una determina dirigenziale finalizzata al rifacimento dell’area di parcheggio. Finora non è stata regolamentata e così, se ad esempio una persona posteggiava in un parcheggio riservato agli invalidi, i vigili non potevano multarlo. Nella determina, che è un atto pubblico, sono previste una serie di interventi .Si prevede ad esempio il rifacimento di alcune segnaletiche ed evidentemente anche delle strisce pedonali. La spiegazione - conclude il presidente Pace - è semplicemente questa".

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