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Sfuma il sogno del centro culturale a Tor Marancia: l'ex scuola sarà abbattuta

Protestano i comitati cittadini che avevano chiesto di partire dallo scheletro dell'ex Mafai per realizzare un centro culturale: "I risultati di RomaDecide non sono quelli votati dai cittadini"

Il processo partecipativo RomaDecide si è concluso. La Sindaca ha già presentato i progetti che i cittadini hanno maggioramente apprezzato. E la relativa delibera di giunta è già stata firmata. Ci sono cittadini però che stanno protestando perchè, con l'atto appena sottoscritto, il governo capitolino ha parzialmente modificato l'esito delle votazioni.

Il progetto di rigenerazione urbanistica

"Il  nostro progetto – dichiara Elisabetta Raffuzzi del comitato Centro Culturale Popolare Polivalente Tormarancia –  era diverso. Eppure aveva passato tutte le fasi di selezione del processo partecipativo. Chiedeva infatti la messa in sicurezza dell'ex scuola Mafai e la realizzazione del centro culturale. Invece qui si procede all'abbattimento".

Il cuore pulsante del quartiere

L'opera era particolarmente attesa perchè da anni, al civico 103 di viale di Tor Marancia, è presente lo scheletro di un edificio. Secondo il comitato locale "anche se non abbiamo avuto la possibilità di fare le prove di carico", la struttura è solida. Va messa in sicurezza e ricostruita per ospitare un centro culturale polivalente. Per questo, nell'ambito di RomaDecide, si era chiesto di ricostruirlo. Nei tre piani che caratterizzano l'ex scuola, avrebbero dovuto trovare spazio delle sale per realizzare incontri e spettacoli. Una biblioteca di quartiere, una palestra, un centro anziani e dei servizi per le persone con disabilità. Doveva diventare quindi il cuore pulsante quartiere. Ed invece quell'edificio andrà demolito.

Il costo dell'operazione

Nella delibera firmata dalla Giunta Raggi l'intervento di demolizione – che i residenti giurano di non aver mai inserito nel progetto – e di ricostruzione viene anche rendicontato. In tutto l'operazione vale 4,8 milioni di euro. Per Roma Capitale 400mila servono per abbatterlo, 300mila per l'IPE, ovvero per la progettazione. Ma sono tanti soldi. E così nella delibera si dichiara che "rientra parzialmente nella disponibilità finanziaria del programma". Ne consegue che,"in questa fase", il Campidoglio sia disposto a procedere nell'abbattimento e nella sola progettazione, "rinviando alle annualità successive il reperimento dei fondi per la ricostruzione del centro culturale". 

La protesta dei residenti

Con i fondi resi disponibili dalla "parzializzazione dell'intervento" Roma Capitale ha deciso di finanziare i progetti che, nella graduatoria stilata dai cittadini, si erano classificati tra il 15° ed il 18° posto. Un aspetto che, ai residenti di Tor Marancia, non è affatto sfuggito. "Dalla realizzazione del Centro Culturale sono stati distratti 2 e mezzo milioni di finanziamento – tuonano l'associazione 'Parco della Torre' e il Comitato Centro Culturale Polivalente – i fondi rimanenti sono stati indirizzati alla demolizione dell’edificio, intervento che non può essere considerato un’opera di urbanizzazione, lasciando inalterato l’abbandono e il degrado attuale”. 

Nessuna opera di urbanizzazione per Tor Marancia

La protesta nasce anche dal fatto che, il progetto del Centro culturale era “l’unica opera pubblica ricadente nell’area Navigatori/Tormarancia che è quella interessata dalla colata di cemento, a parziale risarcimento dei disagi che la zona ha dovuto e dovrà sopportare". Ad onor del vero anche San Paolo è stata interessata dalla convenzione urbanistica, visto che nel quartiere da anni sopravvive lo scheletro del cosiddetto bidet. Ciò detto, come ribadito anche dal minisindaco Amedeo Ciaccheri con RomaDecide, non vengono destinate opere di urbanizzazione a Tor Marancia.

La petizione e l'assemblea popolare

La decisione assunta dal Campidoglio, non è però piaciuta ai residenti della vecchia Shanghai. "Già 400 cittadini e cittadine della zona hanno firmato, ai tavoli e online, la petizione per chiedere l’immediata bonifica dell’area e l’apertura di un tavolo per la progettazione partecipata" fanno sapere l'associazione ed il comitato di Tor Marancia. Per questo, il 19 dicembre è stata convocata un'assemblea pubblica, in cui prenderò avvio anche una progettazione dal basso.  "La partecipazione è una cosa seria – obiettano il comitato e l'associazione – e quella sugli oneri di urbanizzazione di piazza dei Navigatori,  ha lasciato molto a desiderare".

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