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Parco di Tor Marancia, l'eterno incompiuto: dal municipio VIII il pressing per completarlo

Oggi gli accessi al parco utilizzabili sono due. Per velocizzare l'apertura di tutti gli altri e per decidere la destinazione dei casali, è stato chiesto d'istituire un tavolo permanente

Aprire tutti gli accessi, riqualificare i casali, creare i percorsi e sistemare le attrezzature previste nel progetto già approvato in Conferenza dei servizi. Si sono riaccesi i riflettori sul Parco di Tor Marancia grazie ad un'iniziativa organizzata mercoledì 21 novembre in VIII Municipio.

Un progetto da completare

"Da troppo tempo quel territorio aspetta la nascita del più grande parco cittadino e resta invece intrappolato in pastoie, ritardi e timidezze della politica – ha commentato la consigliera regionale Marta Bonafoni – Ora occorre completare l’opera: perché dentro quel progetto c’è una diversa idea di città, sostenibile, inclusiva, partecipata. E noi non possiamo deluderla". 

Quant'è costata l'area verde

Rispetto al passato, c'è il volano rappresentato dall'approvazione del Piano d'Assetto del parco dell'Appia Antica, di cui Tor Marancia è parte integrante. Un'occasione da cogliere, per  restituire al pubblico la piena fruibilità di un'area che, in termini di compensazioni urbanistiche, è costata moltissimo alla città. "I costruttori hanno sfruttato lo strumento messo a disposizione dal piano regolatore e, rinunciando ai diritti edificatori che vantavano sul parco, hanno ottenuto premi di cubature in tutta la Capitale – ricorda il portavoce dei Verdi Guglielmo Calcerano – L'area verde però è rimasta in gran parte chiusa".

Gli ambiti territoriali 

Nel corso del 2018 si sono già registrate delle novità. La prima è consistita nell'aperura dell'accesso di viale Londra, a pochi passi dal Santa Lucia. E' il secondo messo a disposizione dei cittadini, dopo quello realizzato a piazza Lante, accanto alla contestata centrale elettrica. Il terzo "ambito funzionale di attuazione" (Afa) si trova tra via Grottaperfetta e via di Carpaccio. Negli anni ha subito anche un complesso iter giudiziario, per effetto di un sequestro. E' però quasi stato ultimato a differenza degli Afa quattro e cinque, quello dove insistono i casali.

Il tavolo permanente

"Ho proposto la costituzione di un tavolo permanente tra tutti gli attori in campo – fa sapere l'assessore Michele Centorrino (PD) –  l'obiettivo comune è quello di  velocizzare e coordinare le azioni necessarie ad accelerare le aperture delle AFA non ancora fruibili". Per l'assessore all'ambiente del Municipio VIII occorre quindi puntare su una sinergia "per pianificare lo sviluppo del parco nella sua vocazione agricola ed archeologica" ma  anche per ottenere "il recupero" e per stabilire "la destinazione d'uso dei casali". All'ente di prossimità quindi l'onere di costruire e far funzionare questo tavolo interistituzionale. Sul piatto ci sono 200 ettari di verde da mettere finalmente a disposizione dei romani.

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