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Parco della Caffarella: aumenta il pressing per recuperare gli 11 ettari già espropriati

Il Municipio VIII vota una delibera utile alla riconquista delle preziose aree espropriate nel 2005. L'allargamento del parco si avvicina. Ora la palla passa a Comune e Regione

L'ampliamento del parco della Caffarella si avvicina. Anche il Municipio VIII, dopo l'impegno già assunto dal VII, vota una delibera per la riacquisizione delle aree. Si tratta di 11 ettari già espropriati dal Comune nel 2005 ed immessi nel patrimonio comunale due anni più tardi. Nonostante questo sono ancora in mano ancora ai vecchi proprietari.

Undici ettari ricchi di storia

La formula della detenzione precaria cui il Campidoglio, dodici anni fa, aveva scelto di ricorrere, è stata già revocata nel 2017. Eppure i cittadini ancora non hanno potuto accedere alle preziose aree ed agli inestimabili manufatti che sono presenti al loro interno. Si tratta del tempio di Geta, al civico 41 di via Appia Antica. Poco oltre, difronte all'ex cartiera latina, è invece presente un fienile del 700 che viene utilizzato da un concessionario d'auto. E sempre all'interno della stessa attività commerciale si suppone sia presente il tempio di Marte Gradivo, un'area di particolare rilievo archeologico che, se fosse scavata, potrebbe portare alla luce una "piccola Pompei".

La posizione unanime del Municipio VIII

La maggior parte degli 11 ettari già espopriati ricadono nel territorio amministrato dal Municipio VIII. Da qui l'importanza dell'atto appena votato dal parlamentino di via Benedetto Croce. Ancor di più perchè la delibera è passata con la posizione unanime dei consiglieri (centrosinistra e m5s) rimasti in aula a votarla. "Abbiamo sancito il diritto della nostra comunità di riappropriarsi di questo importante bene comune, rimuovendo tutte le realtà private che occupano ancora a abusivamente parte del parco utilizzandolo per fini commerciali" ha ricordato Luigi Di Paola, presidente della commissione Ambiente del Municipio VIII.

La palla passa a Comune e Regione

"L'approvazione della delibera è stata accompagnata  da un atto che la rende immediatamente esecutiva. Ora - ha sottolineato Di Paola -  è necessario attivare tutti soggetti istituzionali coinvolti, prevalentemente Roma Capitale e Regione Lazio,  per procedere con la definitiva destinazione di quegli spazi ad un uso pubblico". In tal senso, l'approvazione del piano d'assetto del Parco dell'Appia Antica potrebbe giocare un ruolo importante. La sua estensione  infatti, non può che passare anche per la riacquisizione di aree già espropriate e quindi pagate ai precedenti proprietari. Com'è nel caso di quelle dove oggi sorgono vivai, concessionarie ed altre realtà commerciali.

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