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Parco del Tintoretto, in piazza per salvare alberi ed orti urbani. Cresce il pressing sul Campidoglio

Le associazioni Ottavo Colle ed Ortolino hanno organizzato una manifestazione. Sabato 30 marzo si sfila per chiedere al Campidoglio di non realizzare la strada: distrugge 250 e mette in ginocchio gli orti urbani

Lo striscione portato alla Marcia per il Clima del 23 marzo

La protesta non si ferma. Per preservare gli orti urbani ed i 250 alberi minacciati dalla realizzazione d'una strada, i residenti del Tintoretto non hanno intenzione di lasciare nulla d'intentato. Non vogliono che l'arrivo di un superstore e di un paio di grattacieli, sia affiancato dalla realizzazione di un'arteria stradale. E' quello che prevede una vecchia convenzione urbanistica. Contestata, a gran voce, dal Municipio interessato e dai cittadini del quadrante meridionale di Roma

Le iniziative dei residenti

Nel corso degli ultimi mesi i residenti dell'Ottavo Colle, zona compresa tra il  Tintoretto e Vigna Murata, hanno partecipato alle sedute delle commissioni di Roma Capitale. Hanno organizzato un'assemblea cittadina, riempiendo il teatro parrocchiale di via De Donno. Hanno sfilato per le strade del centro, sabato 23 marzo, nella marcia "per il Clima e contro le grandi opere inutili". Sono scesi in campo, anche in quell'occasione, insieme ai No Tav ed agli altri attivisti che difendono l'ambiente, per contestare quella strada che, loro cittadini, non hanno mai richiesto. E che finirà per cancellare il polmone verde dell'Ottavo Colle.

La manifestazione di sabato 30 marzo

L'assenza di risposte da parte dell'amministrazione capitolina, non sembra scalfire la determinazione di questi combattivi residenti. "Sabato pomeriggio, alle ore 15.30, è prevista una nuova marcia. Parte dall'oratorio di via Paolo di Donno e si sviluppa per le strade del quartiere. "Abbiamo deciso di coinvolgere le famiglie, puntando anche su iniziative da far svolgere ai  bambini" ha promesso Daniela Devenuto, presidente dell'Associazione Ottavo Colle. I più piccoli parteciperanno con dei disegni mentre i loro famigliari hanno già preparato nuovi cartelloni. "Io ho scelto di riaddattare i versi dell'Infinito di Leopardi" fa sapere la residente. 

Sempre caro ci fu quest'Ottavo Colle-2

La storia degli Orti Urbani

Sfileranno insieme ai cittadini che, grazie al loro lavoro, sono riusciti a trasformare una discarica negli orti urbani delle Tre Fontane. Ottimila cinquecento metri quadrati di verde, divisi in 123 lotti e frequentati da un numero esponenziale di famiglie del territorio. "Quando siamo arrivati, al posto degli orti urbani c'era un'area verde utilizzata  impropriamente come discarica. Pertanto come prima cosa abbiamo fatto rimovere con una pala meccanica i tanti detriti derivanti dalla lavorazione dei cantieri – spiega Giovanni Fattorini, presidente del Comitato Ortolino – fatto ciò abbiamo provveduto a far analizzare la terra per verificare che non ci fossero metalli pesanti". Gli orti urbani delle Tre Fontane partono così. L'area viene riqualificata e diventa rapidamente un punto d'aggregazione importante "perchè nel nostro quartiere non ci sono piazze nè altri posti dove potersi riunire".

La rotatoria che elimina il pozzo e la cisterna

La strada, prevista nell'ambito di una convenzione urbanistica del 2011, non distrugge solo i 250 alberi del parco difesi da Ottavo Colle. Su via del Tintoretto è prevista una rotatoria che andrebbe a danneggiare seriamente anceh Ortolino. "Lì c'è il nostro pozzo, la centralina dell'acqua e la cisterna. E per noi non è stato facile ottenere le autorizzazioni per realizzarlo – ricorda Fattorini – il risultato è stato eccellente, perchè oggi ogni lotto ha un proprio rubinetto ed un impianto d'irrigazione a goccia". Ma la fatica è stata notevole, anche da un punto di vista economico, visto che per ottenere l'approviggionamento idrico "abbiamo speso decine di migliaia d'euro". Oggi tutti questi servizi sono minacciati dalla rotatoria che collegherebbe la contestata strada con via del Tintoretto.

Il (dis)impegno del Campidoglio

L'alternativa c'è. E d'altronde anche il Campidoglio aveva impegnato la Sindaca e l'assessore competente a trovare soluzioni diverse. Paradossalmente è stato proprio il Movimento 5 stelle a portare le richieste dei cittadini in aula, con una mozione presentata da Pietro Calabrese nel luglio del 2018. Da allora però nulla è cambiato. "Non abbiamo avuto più nessuna risposta – lamenta Daniela De Venuto – ma noi non ci arrendiamo e gli faremo capire che tutto il quartiere è contrario". Il Municipio in cui l'intervento insiste, l'VIII, ha già votato due atti contro quell'intervento urbanistico. La palla è nella metà campo di Roma Capitale a cui, le continue iniziative dei residenti, continuano a rivolgersi. Per ora senza fortuna.

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