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Mezzaroma vende l'I-60 ai romani. Ma il Municipio VIII non ci sta

Lettera aperta del costruttore interessato all'edificazione dell'I-60. Nel documento si fa riferimento a "critiche pretestuose". Catarci replica piccato "Per seguire i propri interessi non ci si ferma davanti a nulla"

"Cari Romani, vi parlo da amante della Nostra Città e vorrei richiamare la vostra attenzione  sul nascente quartiere 'Nuovo Rinascimento' nel quadrante Nord Est dell'Eur". Inizia così la lettera aperta che Barbara Mezzaroma, Amministratore Delegato del Gruppo Impreme, ha rivolto ai cittadini della Capitale.

LA LETTERA DEL COSTRUTTORE - L'idea, viene chiarito nelle due pagine firmate da Mezzaroma, nasce  "per fare chiarezza su questo importante progetto abitativo". E, fondamentalmente, per confutare "critiche mosse con argomentazioni pretestuose e prive di fondamento". A tal riguardo, si fa immediatamente riferimento alla "posizione assunta dal Presidente del Municipio VIII: la sua  malintesa 'difesa del territorio' ignora i tanti aggiustamenti migliorativi apportati al progetto durante il suo iter di approvazione. Posso affermare con convinzione che queste prese di posizione siano frutto di dinamiche esclusivamente politiche che oggi coinvolgono gli schieramenti chiamati a governare il territorio e la nostra intera città". A riprova di questa tesi Mezzaroma cita il professor Gianni Caudo. L'Assessore all'urbanistica -leggiamo nella lettera - ha affermato con estrema chiarezza come l'iter attuativo del progetto ed i relativi lavori nel cantiere stiano procedendo in maniera regolare e inappuntabile".

GLI INTERESSI IMPRENDITORIALI -   La risposta  del Presidente Catarci alla lettera di Mezzaroma,  non ha tardato ad arrivare. "Mi sembra immediatamente evidente una cosa: buona parte della classe imprenditoriale continua  a non perdere mai occasione per  dare prova di quanto gli stiano a cuore i propri interessi. E per questo – osserva il Minisindaco – non si ferma davanti a nulla. Non ci si ferma davanti ai provvedimenti amministrativi che da vari anni sono stati emessi dalla sovraintendenza capitolina e dalla soprintendenza archeologica. Non ci si ferma davanti ad un 'inchiesta giudiziaria che da un anno ha portato al sequestro di un cantiere. Non ci si ferma davanti ai pareri del MIBAC, che ha sottolineato più cose. Non ci si ferma davanti alla richiesta di ripristinare un fosso interrato e più in generale non ci si ferma proprio davanti a nulla ed anzi si omette tutto, pur di poter affermare che lì si faranno delle belle abitazioni. Dopotutto l'oste è legittimato a dire che il vino è buono. Ma per farlo, si chiama in causa un'Assessore Capitolino".

IL RISPETTO DEI RUOLI - Sull'I-60 il braccio di ferro tra il Municipio VIII ed il Comune, e spesso con la Regione, non èuna novità di queste ore. "Io e l'Assessore Miglio abbiamo scritto all'Assessore Caudo, chiedendo se non desideri ottenere una rettifica di quanto il costruttore gli attribuisce. In ogni caso – osserva Catarci – vanno distinti i ruoli. Al Comune spetta quello di firmare le convenzioni. Al Municipio, invece, quello di controllare che vengano rispettate. E noi a questo ci siamo sempre attenuti".

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