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Fosso Tre Fontane, violato vincolo paesistico sull’I-60: la Forestale sequestra il cantiere

L'interramento del fosso delle Tre Fontane, ha portato in mattinata al sequestro di una seconda area nel cantiere dell'I-60. Arrivano anche gli avvisi di garanzia mentre il M5S esulta, andando all'attacco del PD

Lo avevano detto in tutte le salse. I cittadini, il Presidente del Municipio e l’Assessore Miglio. Il gruppo Consiliare del M5S che più volte aveva tentato di portare il tema in aula. Il vincolo sul fosso del Tre Fontane c’è. E deve essere rispettato. Dopo la "sponda"  offerta anche dal MIBAC, questa posizione ne esce oggi ulteriormente rafforzata. Già perché in mattinata una parte del cantiere è stata messa sotto sequestro.

UN SECONDO SEQUESTRO - “Pochi minuti fa l'Autorità Giudiziaria, attraverso il Corpo Forestale dello Stato, ha sequestrato parte di uno dei cantieri più importanti della Capitale, quello denominato I-60, in via Grottaperfetta – fanno sapere attraverso un comunicato i Consiglieri pentastellati Cafarotti e Vivarelli - Il motivo del sequestro? La violazione di un importante vincolo paesistico, quello del Fosso delle Tre Fontane, che sarebbe stato sotterrato, a quanto pare indebitamente, dai costruttori, e questo a distanza di pochi mesi dall'altro sequestro nella medesima zona a testimonianza di quale violenze stia subendo l'ambiente in quel quadrante.Un’area dove, per il meccanismo delle compensazioni, è prevista un’edificazione che i residenti vedono come il fumo negli occhi. E che è oggetto di singolari anomalie, come la sparizione di alcuni importanti casali avvenuta  ancora non si sa per merito di chi.Un’altra violenza subita da quel quadrante.

IL VINCOLO ED IL DECRETO REGIO - Per il Movimento 5 Stelle è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Provvidenziale l'aiuto della giunta Zingaretti ai costruttori, nello specifico da parte dell'assessore all'urbanistica Civita, difatti ricordiamo che la Regione Lazio è intervenuta solo pochi mesi fa proprio per togliere tale vincolo, mentre in Municipio il PD ha persino fermato una mozione del M5S sul tema  - ricordano Cafarotti e Vivarelli - il tutto dopo un gran sonno, lungo diversi anni, del Municipio VIII, solo da ultimo risvegliato”. Il riferimento qui va probabilmente alla Giunta che, da quando l’Assessore all’Urbanistica è Massimo Miglio, sembra aver decisamente cambiato strategia sull’I-60.

IL PD CAPITOLINO - Tornando alle responsabilità degli altri Enti locali, il Consiglieri del Municipio VIII Cafarotti e Vivarelli hanno sottolineato anche quelle di Roma Capitale. “Da parte del Comune – ricordano i Pentastellati – sono giunte solo rassicurazioni con alcuni Consiglieri Capitolini del PD che si affannavano a sostenere che era tutto in regola”. In particolare, i Cinque Stelle ricordano le dichiarazioni del Capogruppo democratico al Comune e della Consigliera capitolina  Baglio, con le quali si chiedeva “il dissequestro del cantiere” perché “il Fosso, interrato già da alcuni decenni, è lontano 1 Km dal comprensorio edilizio noto come 'I 60' a Grottaperfetta e non ha nessuna attinenza con l'operazione urbanistica in atto”. L’azione odierna della Forestale, sembrerebbe andare in tutt’altro senso.

GLI AVVISI DI GARANZIA - Il livello istituzionale più alto, quello nazionale, era stato invece coinvolto dagli stessi  “grillini”. Valentina Vivarelli e Carlo Cafarotti ricordano infatti che è stato   “il M5S, che per primo e da diversi mesi ha sollevato la questione portandola sino in Parlamento”. Tuttavia le risposte pervenute ai Pentastellati sono state  “le più svariate: che il vincolo non c'era, ma forse sì, che era stato rimosso o non era mai esistito, che il Fosso non aveva più alcuna utilità o si era addirittura interrato da solo. Adesso, evidentemente, i soggetti coinvolti nella vicenda dovranno rispondere direttamente ad un magistrato, a partire dai tre dirigenti di Roma Capitale che oggi hanno ricevuto un pesante avviso di garanzia per Falso Ideologico, Danno Ambientale e Violazione del Vincolo Paesaggistico- ci fanno sapere i Consiglieri del M5S, che concludono la nota aggiungendo - rimane l'amaro in bocca per l'ambiente violato a causa della colpevole 'vacanza politica' di questa maggioranza romana, sebbene i soggetti coinvolti siano ora obbligati "alla bonifica e al ripristino dei luoghi naturali preesistenti”.

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