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Fosso delle Tre Fontane: dissequestrato il cantiere, inizia il ripristino dei luoghi

Dissequestrato il cantiere, la Procura autorizza il Municipio a ripristinare il Fosso delle Tre Fontane, illecitamente tombato. I lavori iniziano giovedì mattina, chiudendo un lungo braccio di ferro con Regione e Comune

L’arrivo del maltempo in città, coinciderà con un’operazione a lungo attesa da molti cittadini. Il cantiere dell’I-60,  sarà infatti aperto ai tecnici del municipio che procederanno a ripristinare il Fosso delle Tre Fontane, illecitamente interrato. Dopo il sequestro, la Procura ha dato il via libera alle operazioni. E per giovedì mattina, nonostante il previsto nubifragio, in zona Grottaperfetta ci saranno parecchie persone.

LA FINE DEL BRACCIO DI FERRO - Il ripristino del Fosso, segna la fine di un lungo braccio di ferro che ha visto contrapporsi  da una parte il Municipio, i cittadini e le associazioni territoriali; dall’altra buona parte delle istituzioni regionali e comunali. “Con due lettere successive il sottoscritto e l’Assessore Miglio – ci ha spiegato Catarci – hanno chiesto  il dissequestro del cantiere per procedere al ripristino dell’alveo del fosso che, come avevamo dimostrato, era stato compromesso. La Procura di Roma ci ha dato ragione e ci ha imposto 90 giorni di tempo per procedere. Pertanto noi domani inizieremo i lavori, mettendo fine alle tante diatribe speculative che questa vicenda ci aveva consegnato. Come si ricorderà – si toglie qualche sassolino Catarci – c’era stato addirittura chi aveva negato l’esistenza del vincolo o addirittura del Fosso”.

LE OPERAZIONI ATTESE - L’Assessore all’Urbanistica Massimo Miglio, raggiunto telefonicamente, si è dichiarato subito soddisfatto. “E’ molto importante ripristinare lo stato dei luoghi, riportandoli a com’erano prima dell’intervento del Consorzio. Pertanto da domani partiremo con la Forestale nella ricostruzione, rimuovendo il materiale che lo ha interrato, ricostituendo la vegetazione ripariale delle due sponde, che è andata distrutta. Riscopriremo anche le risorgive, che erano state interrate. Il tutto chiaramente – aggiunge Miglio – in danno al Consorzio”. Il Corpo Forestale dello Stato precisa che "su disposizione dell'autorità giudiziaria ha dissequestrato l'area, riconsegnandola nella disponibilità del VIII municipio. Il Corpo Forestale, pertanto, si occupa solo dell'attività di polizia giudiziaria".

L'ASSETTO IDROGEOLOGICO - Una certa soddisfazione è stata espressa anche dalla portavoce del Coordinamento Stop I-60 Giuseppina Granito. “ Abbiamo vinto una piccola battaglia, non certo la guerra contro questo progetto d’insostenibile edificazione. Si tratta comunque di un elemento importante perché si creano le condizioni ambientali precedenti alla creazione dei quartieri. Inoltre, quest’ordinanza viene notificata in un momento particolarmente opportuno, con il maltempo alle porte, che ci ricorda quanto sia importante rispettare le condizioni ambientali da un punto di vista idrogeologico. Vorrei poi aggiungere una cosa – conclude Granito – consiglio di leggere il testo 'La Colata: il partito del cemento che sta cancellando l’Italia ed il suo futuro. Parla di alcune speculazioni edilizie, realizzate anche in territorio capitolino. E' molto istruttivo”.

L'EPILOGO - Giovedì mattina verso le 11 è previsto un intenso viavai davanti al cantiere. “Le denunce che abbiamo fatto, come l’azione portata avanti in questi mesi sulla tutela del fosso – aggiunge Catarci - ricevono un’ulteriore e inconfutabile conferma.  Vanno rispettati i vincoli che lo riguardano e la cubatura quindi, deve essere rivista con una drastica riduzione. L’area – conclude il Minisindaco – deve essere ripensata per rispettare la presenza del fosso”.  Mentre concludiamo la telefonata con Catarci, ci tornano in mente i passaggi de La Colata che  Giuseppina Granito ci ha letto. “Il parco cresce in altezza: i fossi qua è là spariscono, i lecci assumono l’aspetto di cespugli dalle folte chiome.  In alcune parti il terreno è cresciuto di 5 metri. La fonte finisce interrata, i fossi sepolti. Quando piove la superficie diventa fango”. La descrizione riguarda una recente edificazione avvenuta a Talenti, ma ricorda molto quanto rischiava di compiersi a Grottaperfetta. Con la differenza che qui, questo epilogo, si sta cercando di scongiurarlo.

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