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Ex Fiera di Roma, tutti d’accordo: serve a fare cassa

Nel Municipio non sembrano esserci troppi dubbi, rispetto alla futura riqualificazione dell'Ex Fiera di Roma. Anche per la maggioranza, che ha votato la proposta di variante del Comune, l'intento di far cassa è evidente

Dall’approvazione del Municipio della proposta di delibera capitolina sull’ex Fiera di Roma, sono passati quarantacinque giorni. Il destino relativo alla riqualificazione dell’area, da allora ha subito un’altra variazione. L’ennesima. Una sola cosa sembra non esser cambiata, nonostante il succedersi delle amministrazioni: il tentativo di utilizzare quell’operazione, per fare cassa.

L'INTERROGATIVO DI FONDO - Dal Movimento 5 Stelle, contrario alle nuove cubature, al partito del Presidente Catarci, favorevole con alcune riserve, l’opinione di fondo sulla trasformazione urbanistica sembra assodata. Nelle ultime settimane anche i blogger de La Capitale dei Conflitti sono tornati a porre interrogativi interessanti. “Perché nessuno ha mai tentato una linea alternativa alla demolizione e ricostruzione, limitandosi a proporre correttivi ad entità e destinazione delle enormi cubature previste? Questa scelta di fondo - si sono chiesti Caldaretti e Tisi - è veramente ineluttabile o è pesantemente condizionata dalla urgenza di fare cassa?”.

FAR CASSA PER LA NUOVA FIERA -  “Il quadro che ci si presenta da parte di Investimenti spa – ha indirettamente risposto il Presidente Catarci da noi intervistato – rischia di essere il solito tentativo nato dal bisogno di far soldi per la nuova fiera, di garantire il massimo introito economico possibile. Questo elemento per il territorio è pericoloso, dunque il quadro di partenza resta lo stesso”. Al Municipio, che durante l'era Veltroniana con le realtà locali aveva costruito un’idea progettuale complessa, è stata data solo la possibilità di esprimersi su un documento. Al quale sono state inserite “dodici condizioni”.

CUBATURE E FUNZIONI - “Ci è stata  fornita  una  proposta della  Giunta capitolina – ha riconosciuto Catarci -  che in realtà non conteneva il progetto.  Abbiamo scritto una lettera, segnalando delle criticità in merito al fatto, ad esempio, che non siano indicate delle cubature, ma solo delle superfici. Che comunque ci sembrano troppe. Inoltre abbiamo osservato che le funzioni sono troppo esposte sul versante residenziale”. Il processo partecipativo, sviluppatosi durante la Giunta Veltroni, aveva portato a risultati del tutto differenti: il residenziale, infatti, era previsto solo in minima parte (40%)mentre la fetta del leone, per comitati e Municipio, doveva spettare ad uffici da destinare alla Regione Lazio. Di queste indicazioni, si è perso completamente traccia.

GLI ASPETTI POSITIVI - “Ci sono però alcune acquisizioni positive: per la prima volta, in un contesto di ricostruzione, è stato stabilito che la metà delle superfici ad uso residenziale debbano  essere utilizzate per l’edilizia popolare. Poi negli standard urbanistici, abbiamo visto quasi raddoppiare  i servizi pubblici, con l’impegno a ricostruire l’area verde, parallela alla Colombo, dove sono stati costruiti abusivamente dei magazzini”. Insomma, qualche aspetto positivo, in questa proposta Capitolina avvallata dal Municipio, pare esservi. Fermo restando che sembra ormai assodato, dalla maggior parte degli attori pubblici come, l’idea di riqualificare l’area dell’Ex Fiera di Roma, nasca dall’esigenza di far cassa.

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