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Fosse Ardeatine, niente corteo: per la commemorazione si canta "Bella Ciao" in balcone

In memoria delle 335 vittime della rappresaglia nazifascista, una cinquantina di realtà, tra associazioni e comitati, chiedono per il 24 marzo di andare sui balconi, per “intonare le note di Bella Ciao, canzone universale della Resistenza”

Non bisogna creare assembramenti. E quindi niente corteo. Neppure per i martiri delle Fosse Ardeatine. L’obiettivo di contenere gli effetti del contagio da Covid-19, non può però cancellare una delle pagine più drammatiche che la Capitale abbia vissuto durate il Novecento. 

Niente corteo

“Roma non può dimenticare una ferita che mai verrà rimarginata” hanno dichiarato una cinquantina di realtà, nel lanciare un appello. Non sarà possibile sfilare nelle strade che attraversano la Garbatella e Tor Marancia, fino al sacrario delle Fosse Ardeatine. Ma non per questo, le 335 vittime che lì vennero trucidate, non devono essere ricordate.

L'iniziativa

“Per coloro che il 24 marzo 1944 persero la vita per la libertà di ognuno di noi, terremo viva la fiamma della Memoria di una storia che appartiene a tutte e tutti i cittadini di Roma” si legge nell’appello, rivolto alla Sindaca Raggi e ad Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio dove avvenne l’eccidio. Per commemorare quelle vittime, che annoveravano lavoratori, padri, studenti, preti, carabinieri, artigiani e combattenti, si propone ai romani di mandare un segnale forte. 

Il ricordo dai balconi

Agli abitanti di una città che è Medaglia D’Oro al Valore militare per la Resistenza, si chiede il 24 marzo 2020 di affacciarsi ai balconi e per l'ormai consueto appuntamento delle 18, accendere una candela ed intonare le note di “Bella Ciao”, canzone universale della Resistenza. In attesa, ai romani è stato proposto da tutte le realtà che hanno già sottoscritto l’appello, di scrivere dalle proprie finestre e sui social network “ci hanno seppellito ma eravamo semi”.

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L'eccidio delle Fosse Ardeatine

Il 24 marzo 1944 l'esercito nazista che occupava l'intera città al comando del tenente colonnello Herbert Kappler, per ordine del capitano delle SS Erich Priebke, giustiziò 335 uomini. Vennero uccisi all'interno delle Cave Ardeatine, per poi farle detonare al fine di impedire il ritrovamento e il riconoscimento dei corpi martoriati. Nel luogo del massacro è stato realizzato un sacrario in cui, ogni anno, viene organizzato un appuntamento commemorativo. Per la ricorrenza dei settantacinque anni, è stato anche visitato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quest'anno, in ottemperanza del decreto governativo sul Covid-19, quella celebrazione non avrà luogo.

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