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Tor Marancia: il Municipio riaccende i riflettori sulla Centrale Acea

In Municipio VIII si torna a parlare della "Cabina primaria Ardeatino": da anni i residenti chiedono di interrarla o di limitarne l'impatto visivo ed acustico. Foglio (FI): "Basta rimpalli"

A piazza Lante, accanto a quello che per anni è stato l'unico ingresso del Parco di Tor Marancia, si avverte un ronzio. E' un suono costante che accompagna i residenti da circa trentacinque anni. E' il sibilo emesso da una centrale elettrica che Acea ha realizzato a pochi metri da un palazzo e da un'area giochi. I residenti, nel corso degli anni, hanno più volte rappresentanto il loro disagio. Raccolte firme, mobilitazioni e flash mob non sono però bastati. Il problema è conosciuto e da Alemanno alla Raggi è entrato anche nell'agenda capitolina, per poi uscirne rapidamente.

Il rimpallo di responsabilità

Nel corso del 2017 un sit-in di Forza Italia aveva contribuito a riaccendere i riflettori sulla vicenda. In quell'occasione alcuni ex consiglieri ed attivisti locali, avevano stigmatizzato il rimpallo di responsabilità tra il Campidoglio e l'Acea. Quest'ultima infatti, rispondendo ad una nota di Forza Italia, aveva spiegato che la cosiddetta "Cabina Primaria Ardeatino" era "conforme alle normative di riferimento inerenti le opere elettriche, comprese quelle urbanistiche ed ambentali". E soprattutto rispettava le prescrizioni per la tutela della salute pubblica dai campi elettrici e magnetici. Di conseguenza, se qualcuno voleva intervenire, doveva farlo a proprie spese.

Il Municipio VIII torna sulla vicenda

Di fatto, già nel 2012, la Conferenza dei servizi aveva lasciato intuire quali sarebbero stati i successivi sviluppi della centrale. Come sintetizzato all'epoca dal Minisindaco Andrea Catarci "purtroppo non c’è un euro per fare un’operazione reale che sia di interramento,di spostamento  o di incapsulamento: sono tutte soluzioni tutte onerose". Eppure i residenti non si arrendono. E neppure il Municipio VIII che, conclusa la parentesi commissariale, è tornato ad occuparsi del tema con due distinti atti, entrambe recentemente approvati. Un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico, con cui si chiede d' istituire un tavolo di confronto tra istituzioni e cittadini ed una mozione di Forza Italia.

Le alternative all'interramento ed il nodo al fazzoletto

Gli azzurri sono tornati sulla questione dopo il flash mob del 2017. In quell'occasione si presentarono in piazza Lante con un enorme fazzoletto annodato. Il significato era evidente: l'attenzione sulla questione doveva restare alta. "Ce ne occupiamo da anni – spiega Simone Foglio, il capogruppo municipale di Forza Italia – dal 2014 si stanno valutando ipotesi alternative all'interramento", particolarmente dispendiosa. Tra queste il capogruppo ricorda "la schermatura e la coibentazione con isolanti acustici degli apparati tecnologici". Si è anche parlato di una "mimetizzazione ambietale ed architettonica del sito". Tante strade che, finora, non sono state percorse fino in fondo. "Vogliamo che il presidente del Municipio si attivi con i vertici di Acea per conoscere i progetti in essere e per valutare ogni soluzione finalizzata alla sicurezza ed alla tutela della salute dei residenti". Il nodo al fazzoletto non è ancora stato sciolto.

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