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Mafia Capitale: Catarci boccia le decisioni governative sul futuro della città

La decisione di sciogliere il Municipio X per mafia, la tardiva mobilitazione per il funerale dei Casamonica, le poche risorse deputate agli enti locali, per Catarci sono così riassumibili: "il Governo è ostile alla Capitale"

Non è stato un mese facile per la Capitale. Al ritorno dalle vacanze, il quadro che si prospetta all'amministrazione di prossimità, risente di alcune complesse scelte di governo. Il Commissariamento del Giubileo, che sarà gestito dal Prefetto, e lo scioglimento per mafia del Municipio di Ostia, sembrano decisioni lontane, non inerenti con la gestione di un territorio. Non è così però per il Presidente Catarci. Prima di riprendere i lavori, il Minisindaco ha infatti tenuto a riassumere il contesto entro il quale, l'ente di prossimità, è costretto a muoversi.

AZZERAMENTO O COLLABORAZIONE - Si parte dalla decisione presa su Ostia e su quella di aumentare la presenza di commissari in alcuni "settori strategici della Capitale". Per il Presidente Catarci "si tratta dell' ennesimo atto contraddittorio e ostile verso la nostra città, consumato d'agosto ed in assenza - o (auto)esilio che dir si voglia - del Sindaco Marino. Infatti, o ci sono i termini - come per Ostia - per procedere all'azzeramento dell'intero Comune o non ci sono". Osserva il Minisindaco che aggiunge " Se non ci sono le condizioni per lo sciogliemento, va messa in pratica quella collaborazione che Roma non ha mai avuto". Di fatto, il Presidente del Municipio VIII chiede "ben oltre la congiuntura segnata dal Giubileo" di  "puntare a rendere effettivo il riconoscimento del ruolo di Capitale, prevedendo risorse economiche dedicate e stabilendo regole e deroghe specifiche, in particolare riguardo alla gestione dei fondi e del personale".

TARDIVA PRESA DI COSCIENZA - Tornando alla questione della presenza delle mafie nella capitale, Catarci sottolinea l'esistenza di un "l'intreccio affaristico-clientelare tra economia e politica" rispetto alla quale "la stessa mobilitazione indetta contro le mafie a seguito dell'imbarazzante e tronfio corteo funerario dei Casamonica a Piazza Don Bosco arriva a tempo scaduto ed a regole già mutate". Questo ritardo nella presa di coscienza di un fenomeno ormai radicato in città, si somma "all'indigenza  in cui sono tenuti gli Enti locali tutti". Un elemento non secondario nella riflessione, visto che molto spesso il Presidente Catarci se ne è lamentato.

ARMI SPUNTATE - Al netto di tutti gli aspetti elencati, "c'è dell'altro, che pare più complicato da digerire e che si tende sistematicamente ad omettere: la continuativa ed astiosa azione del governo nazionale contro Roma, neanche fosse a guida leghista, tendente ad aumentare la delegittimazione ed a ridurre gli strumenti d'intervento del Campidoglio e dei Municipi, già parecchio spuntati, invece di far squadra con loro". Soprattutto in momenti delicati, come quelli che sta vivendo la Capitale. Ma "restare immobili ad attendere non serve, il governo non cambierà i propri indirizzi e le proprie pulsioni antiromane". Per questo, come ultimo esercizio prima della ripresa dei lavori, Catarci chiede uno sforzo: quello di "trovare la forza ed il coraggio di chieder conto a Palazzo Chigi" di questa presunta antiromanità. Restituendo alla città le armi per combattere la durissima battaglia a favore del buon governo e della legalità.

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